La Turchia “apre le porte” dell’Europa ai rifugiati

Pubblicato il 28 febbraio 2020 alle 15:43 in Europa Turchia

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La Turchia non impedirà più ai rifugiati siriani di raggiungere l’Europa, secondo quanto ha riferito un alto funzionario turco. La decisione arriva a seguito della morte di 33 soldati turchi in un attacco aereo delle forze governative siriane nella regione di Idlib. 

Il presidente di Ankara, Recep Tayyip Erdogan, ha presieduto una riunione di emergenza a seguito del letale attacco della notte del 27 febbraio in Siria. Intanto, il ministro della Difesa, Hulusi Akar, e i comandanti dell’esercito turco continuano a dirigere le operazioni confine turco con la Siria. La Turchia ha quindi risposto al bombardamento del 27 febbraio, uccidendo 16 membri dell’esercito siriano, nella giornata del 28 febbraio. Nel frattempo, la NATO ha invitato Mosca e Damasco a porre fine all’offensiva su Idlib. 

L’uccisione di altri 33 soldati turchi e il ferimento di 32, annunciato dal governatore della provincia turca di Hatay, al confine con la Siria, ha portato il bilancio delle vittime militari turche nella regione a 54, nel solo mese di febbraio. Il numero di sfollati che da tutta la Siria si è concentrato nella città di Idlib e nelle aree limitrofe ha raggiunto quasi i 2 milioni. Molti altri siriani sono scappati, invece, in Turchia, che ospita già oltre 3,6 milioni di rifugiati. Ankara teme che se Assad completasse la sua offensiva, molti altri residenti di Idlib finirebbero per scappare oltre il confine, verso il territorio turco, causando un’ondata di profughi impossibile da gestire per il governo di Erdogan. 

Dato che la NATO e l’Unione Europea stanno ignorando la questione siriana, la Turchia sta correndo ai ripari. In previsione dell’imminente arrivo di rifugiati da Idlib, la polizia turca, la guardia costiera e i funzionari di sicurezza delle frontiere hanno ricevuto l’ordine di non fermare le traversate terrestri e marittime dei rifugiati verso l’Europa. “Abbiamo deciso, efficacemente, di non impedire ai rifugiati siriani di raggiungere l’Europa via terra o via mare”, ha affermato il funzionario turco, che ha richiesto di rimanere anonimo. “Ora tutti i rifugiati, compresi i siriani, sono invitati a entrare nell’Unione Europea”, ha aggiunto.

Il 3 settembre 2019, il presidente turco, aveva già minacciato l’Europa che avrebbe aperto la rotta verso l’Europa per i migranti, se non avesse ricevuto il sostegno economico promesso dai Paesi europei. “O questo succede o altrimenti dovremo aprire le porte”, aveva dichiarato Erdogan. ”O ci fornirete supporto o ci scuserete, ma non porteremo questo peso da soli. Non abbiamo ottenuto aiuti dalla comunità internazionale, in particolare dall’Unione Europea”, aveva aggiunto. Nell’ambito di un accordo siglato da UE e Turchia, il 18 marzo 2016, Ankara ha accettato di bloccare il flusso di rifugiati e migranti verso l’Europa in cambio di miliardi di euro di aiuti. Il governo turco afferma di aver ricevuto solo una parte del sostegno finanziario promesso.

Il 18 febbraio, la Turchia aveva avvertito la Russia, alleata del presidente siriano Bashar Al-Assad, che avrebbe preso tutte le misure che riteneva necessarie se il regime siriano non si fosse ritirato ad Idlib oltre il precedente confine, stabilito dall’accordo di Sochi del 17 settembre 2018. Un portavoce turco ha sottolineato che Mosca è stata “chiaramente” informata sulla posizione di Erdogan nella regione. Tale scambio di vedute è avvenuto durante i colloqui russo-turchi sulla Siria del 17 e 18 febbraio. In tali incontri, il fine che le due parti avevano dichiarato di voler perseguire era quello di evitare un’ulteriore catastrofe umanitaria in Siria. Tuttavia, durante il secondo giorno di colloqui, la Turchia ha ribadito di essere pronta ad una soluzione militare della situazione. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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