Incontro ufficiale tra premier pakistano e emiro del Qatar

Pubblicato il 28 febbraio 2020 alle 16:24 in Pakistan Qatar

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Il primo ministro pakistano ha incontrato l’emiro del Qatar, per firmare una serie di accordi commerciali, il 27 febbraio. 

Il premier pakistano, Imran Khan, è arrivato nella capitale del Qatar, Doha, il 27 febbraio per una visita di un giorno, accompagnato dal ministro degli Esteri, Shah Mahmood Qureshi. Khan ha quindi incontrato lo sceicco Tamim bin Hamad Al Thani, emiro del Qatar, a seguito di colloqui tra le delegazione dei due Paesi. “I due leader si sono scambiati opinioni sulle eccellenti relazioni bilaterali esistenti nonché sulle questioni regionali e internazionali di reciproco interesse”, si legge in una dichiarazione del ministero degli Esteri pakistano. 

I colloqui si sono concentrati su questioni economiche, come investimenti ed energia, secondo una nota resa pubblica dal ministero degli Esteri del Qatar. Inoltre, durante i colloqui, Khan ha lodato il ruolo del governo del Qatar nella mediazione tra gli Stati Uniti e i talebani afgani. Il 29 febbraio, a Doha, potrebbe essere conclusa la firma di uno storico accordo di pace tra le due parti, che porterà al ritiro delle truppe statunitensi dall’Afghanistan, dopo 19 anni di permanenza. “Il primo ministro Imran Khan ha ribadito il continuo sostegno del Pakistan ad un processo di pace afgana, guidato dall’Afghanistan”, si legge nella dichiarazione pakistana. “I due leader hanno poi espresso la speranza che tutte le parti interessate possano cogliere questa storica opportunità per raggiungere un accordo politico inclusivo per la creazione di pace e stabilità durature”. Il ministro degli Esteri pakistano sarà presente alla firma dell’accordo di pace, ha affermato il Ministero in una nota separata.

Khan ha anche informato il leader del Qatar sulla situazione nel territorio conteso del Kashmir, dove l’India ha revocato lo status speciale costituzionale della regione che gestisce, il 5 agosto 2019, e da allora ha imposto severe misure di controllo sulla popolazione. I contrasti tra India e Pakistan in relazione al Kashmir vanno avanti ormai da decenni. Tale regione, a maggioranza musulmana, si trova a cavallo tra i due Paesi ed è suddivisa in 3 macro aree, oggetto di dispute territoriali. A seguito della rimozione dell’autonomia, dopo giorni di coprifuoco e blocco di internet e delle comunicazioni, il Kashmir è stato colpito da un’ondata di proteste. Alcune di queste sono state caratterizzate dal lancio di pietre contro i militari. Il gruppo per la tutela dei diritti umani, Amnesty International, ha affermato che la situazione in Kashmir è “senza precedenti” nella recente storia della regione. 

L’incontro tra i rappresentanti di Pakistan e Qatar arriva il giorno dopo una telefonata tra il segretario di Stato degli USA, Mike Pompeo, e lo stesso ministro degli Esteri del Qatar Al-Thani. I due uomini di Stato hanno discusso dei recenti sviluppi regionali e dei colloqui di pace per il ritiro delle truppe statunitensi dall’Afghanistan. La telefonata si è tenuta un giorno prima che una delegazione del governo afghano, formata da 6 membri, si recasse a Doha per incontrare i rappresentanti dei talebani. I rappresentanti delle due fazioni si stanno incontrando su richiesta anche degli Stati Uniti per discutere questioni rilevanti per il raggiungimento della pace nel Paese. Si tratta del primo incontro ufficiale tra il governo di Kabul e i militanti islamisti afghani. 

Tale sviluppo suggerisce che la possibilità di firmare l’accordo tra Stati Uniti e talebani ancora esiste. A seguito di un mese di negoziazioni, il 21 febbraio, il Segretario di Stato degli USA, Mike Pompeo, aveva confermato che una volta concluso con successo un periodo di tregua di 7 giorni, gli Stati Uniti avevano intenzione di firmare un accordo di pace con i talebani, il 29 febbraio. Anche il portavoce del gruppo di militanti islamisti afghani, Zabihullah Mujahid, da parte sua, aveva confermato la dichiarazione di Pompeo e aveva aggiunto che entrambe le parti avrebbero invitato rappresentanti di alto livello a prendere parte alla “cerimonia della firma” dell’accordo di pace. A seguito della sottoscrizione dell’intesa con Washington, dovrebbero essere avviati i colloqui intra-afgani e le truppe degli USA lasceranno il Paese. 

Tuttavia, nonostante l’accordo per la riduzione delle violenze con gli Stati Uniti, il governo afghano ha riferito, il 26 febbraio, che 19 agenti delle forza di sicurezza e 4 civili sono stati uccisi da attacchi separati, effettuati dal gruppo militante islamista a partire dal 21 febbraio, data dell’inizio del periodo di tregua. I feriti ammontano ad almeno 35. I talebani hanno dichiarato di non avere niente a che fare con questi incidenti e hanno affermato che “l’intelligence sta cercando di creare sfiducia”. Non è tuttavia chiaro quali saranno le conseguenze delle continue violenze sull’accordo tra USA e talebani. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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