Coronavirus: missione colombiana rimpatria spagnoli e latinoamericani da Wuhan

Pubblicato il 28 febbraio 2020 alle 12:11 in America Latina Colombia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Tre messicani, cinque spagnoli, due cinesi e una cittadina venezuelana sono stati evacuati dalla città cinese di Wuhan (Hubei, nell’est del paese) dalla missione medica e militare colombiana che ha rimpatriato 13 cittadini colombiani dalla città epicentro dell’epidemia di nuovo coronavirus (COVID-19). Lo ha reso noto il Ministero degli Esteri della Colombia.

“Il volo porterà via da Wuhan la moglie e il figlio di uno dei rimpatriati, entrambi di nazionalità cinese, e la moglie di un altro cittadino, di nazionalità venezuelana; per motivi umanitari, il governo colombiano trasferisce anche tre messicani e cinque spagnoli il cui rimpatrio è ha definito in coordinamento con le autorità sanitarie dei rispettivi governi” – ha dichiarato il Ministero degli Esteri di Bogotà in una nota.

L’aereo dell’aeronautica militare colombiana (FAC) è atterrato a Wuhan alle 15.09 (ora italiana) del 26 febbraio scorso e vi è rimasto per circa tre ore, “durante le quali le autorità cinesi e colombiane hanno eseguito i relativi test medici, rispettivamente”.

L’aereo è ripartito alle 18:00 verso Mumbai (India), dove ha effettuato una sosta tecnica. Secondo l’itinerario reso noto dal Ministero degli Esteri colombiano, l’aereo è ripartito dall’India alle 02.30 di giovedì, diretto a Madrid , dove è atterrato dieci ore dopo per una seconda sosta tecnica. Questo scalo ha richiesto circa due ore e, infine, l’aereo è ripartito per il territorio colombiano, arrivando nella città di Bogotà lo stesso giovedì, come previsto.

“Quando l’aereo atterrerà nella capitale colombiana, il Ministero della Salute sarà responsabile del tempo di isolamento preventivo dei cittadini, delle loro famiglie, dell’equipaggio e degli altri membri della missione secondo i protocolli più rigidi definiti per questo problema” – spiegava il ministero degli Esteri colombiano giovedì 27 febbraio.

Secondo quanto programmato da Bogotà e concordato con i governi di Spagna e Messico, i cittadini spagnoli sono stati sbarcati a Madrid durante la sosta tecnica e successivamente sottoposti a test di controllo da parte della sanità spagnola, mentre i messicani sono arrivati a Bogotà, da dove sono partiti per il Messico in aereo. Sui cittadini messicani non sono stati offerti ulteriori dettagli.

Per quanto riguarda i cittadini colombiani e le loro famiglie, informazioni non ufficiali indicano che assieme ai medici e ai militari che hanno preso parte della missione di evacuazione, rimarranno in un luogo sicuro al di fuori dei centri medici nella capitale colombiana, quindi si ipotizza che possa essere un presidio militare, come accaduto in Italia alla Cecchignola.

In Colombia non ci sono al momento casi di coronavirus, nonostante siano stati esclusi almeno 14 casi dall’inizio dell’anno e che lunedì scorso le autorità sanitarie hanno aumentato il rischio di infezione da basso a moderato.

Leggi Sicurezza internazionale il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Italo Cosentino, interprete di spagnolo 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.