I candidati democratici USA si allontanano da Israele

Pubblicato il 28 febbraio 2020 alle 17:56 in Israele USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Tutti i candidati democratici alle elezioni presidenziali degli Stati Uniti, tranne Michael Bloomberg, hanno annunciato che non parteciperanno alla conferenza annuale dell’American Israel Public Affairs Committee (AIPAC). Si tratta di una decisione che rischia di minare i rapporti del futuro candidato con Israele. 

Amy Klobuchar e Pete Buttigieg sono stati gli ultimi due candidati ad annunciare tale notizia, unendosi a Bernie Sanders ed Elizabeth Warren, che hanno anche affermato che salteranno l’incontro annuale a Washington, DC. Tuttavia, i funzionari delle campagne elettorali di Buttigieg e Klobuchar hanno affermato che la conferenza è troppo vicina alle decisive votazioni del “Super Tuesday” del 3 marzo. L’AIPAC di quest’anno si terrà dal 1 al 3 marzo a Washington, DC. Tale evento è un raduno annuale di leader e personalità statunitensi ed israeliane, che ha l’obiettivo di implementare nuovi modi per rafforzare i legami tra USA e Israele, e di mostrare sostegno allo Stato israeliano. Per anni è stata una tappa obbligata per aspiranti politici sia dei partiti repubblicani sia democratici.

L’ala progressiva democratica, Sanders ed Elizabeth, in precedenza ha dichiarato che avrebbe saltato la conferenza a causa delle preoccupazioni relative al costante allineamento dell’AIPAC con il governo conservatore israeliano. Sanders ha twittato durante il fine settimana di essere “preoccupato per la piattaforma che l’AIPAC fornisce ai leader che esprimono fanatismo e si oppongono ai diritti fondamentali dei palestinesi”. In risposta, un gruppo di 300 rabbini statunitensi ha definito i commenti di Sanders “scandalosi” in una lettera aperta al senatore. “L’AIPAC è uno degli ultimi veicoli rimasti nella politica americana che cerca in modo pro-attivo di riunire gli americani di tutto lo spettro politico per raggiungere un obiettivo comune”, si legge nellla lettera.

La pressione a non partecipare è arrivata da gruppi di difesa liberali come MoveOn e IfNotNow, che accusano gli organizzatori dell’evento di impiegare “retorica anti-musulmana e anti-araba”. Non partecipando, hanno affermato i gruppi, i candidati democratici possono dimostrare la loro buona fede progressista. Già il 18 febbraio, durante un incontro in Nevada, Sanders aveva fortemente criticato il rapporto dell’amministrazione Trump con l’attuale governo “razzista” israeliano e con “il dittatore miliardario” dell’Arabia Saudita. Il leader democratico aveva dichiarato: “Essere per il popolo israeliano ed essere per la pace in Medio Oriente non significa che dobbiamo sostenere i governi razzisti di destra che ci sono in questo momento in Israele”. Sanders ha anche citato la crisi umanitaria nella Striscia di Gaza. Secondo il candidato democratico, la politica estera statunitense in Medio Oriente dovrebbe mettere gli israeliani e i palestinesi, insieme, sotto “la bandiera della giustizia”. Sanders ha poi affermato: “Non può semplicemente succedere che siamo solo pro-Israele e ignoriamo i bisogni del popolo palestinese”.

Il senatore democratico esprime posizioni estremamente nette e inusuali per un possibile candidato alla presidenza. Sempre il 18 febbraio, Sanders ha fatto riferimento anche ai rapporti degli Stati Uniti con l’Arabia Saudita. “Per anni abbiamo amato l’Arabia Saudita, il nostro meraviglioso alleato. L’unico problema è che le persone che gestiscono quel Paese sono criminali omicidi “, ha affermato. Secondo il candidato democratico, invece di trattare con un “dittatore miliardario”, riferendosi al principe ereditario dell’Arabia Saudita Mohammed bin Salman, Washington dovrebbe facilitare un dialogo tra l’Iran e il Regno, per porre fine alle loro guerre per procura in Medio Oriente. “Siamo in grado di mettere insieme sauditi e iraniani. Dobbiamo dirgli che siamo stufi marci, come nazione, di spendere trilioni di dollari in guerre senza fine e che dovranno unire i loro sforzi e noi abbiamo le risorse per aiutarli a realizzare tutto questo”, ha poi aggiunto Sanders. 

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.