USA-Qatar: telefonata tra Pompeo e Al-Thani

Pubblicato il 27 febbraio 2020 alle 18:51 in Qatar USA e Canada

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Il segretario di Stato degli USA, Mike Pompeo, ha parlato al telefono con il viceministro e ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdul Rahman Al-Thani, dei recenti sviluppi regionali e dei colloqui di pace per il ritiro delle truppe statunitensi dall’Afghanistan. 

Il Dipartimento di Stato ha rilasciato una nota a tale riguardo, il 26 febbraio. Secondo tale documento, le relazioni bilaterali USA-Qatar e il comportamento destabilizzante dell’Iran nella regione sono stati i principali argomenti discussi dai due rappresentanti. La dichiarazione aggiunge poi che Pompeo e Al-Thani hanno anche discusso dell’importanza dell’unità del Golfo, come elemento critico per la stabilità regionale. “Il segretario ha ringraziato il ministro degli Esteri per il partenariato e la cooperazione del Qatar su una serie di questioni, compreso il suo sostegno nel facilitare, mediare e ospitare i colloqui di pace per porre fine alla guerra in Afghanistan”, si legge ancora nella nota.

Sempre il 26 febbraio, l’inviato speciale degli Stati Uniti per la pace in Afghanistan, Zalmay Khalilzad, ha dichiarato che i leader afgani devono garantire che il nuovo governo sarà inclusivo. “Concluso il processo elettorale, il presidente Ghani, in quanto vincitore dichiarato, e altri leader dovrebbero garantire che il nuovo governo sia inclusivo e rifletta le aspirazioni di tutti gli afgani”, ha scritto Khalilzad. Tuttavia, non è chiaro se il rappresentante statunitense facesse o meno riferimento ad un’inclusione dei talebani nella politica locale. Khalilzad ha poi parlato del rinvio da parte del Ministero degli Esteri afgano della cerimonia di inaugurazione presidenziale, inizialmente prevista per questa settimana. A tale riguardo, Khalilzad ha dichiarato: “Accolgo con favore la decisione del presidente Ghani di rinviare l’evento fino al 9 marzo”. “Questo consentirà il tempo necessario per le consultazioni affinché i migliori interessi dell’Afghanistan e della sua popolazione siano rispettati e preservati nel nuovo governo”, ha poi dichiarato il rappresentante degli USA.

La telefonata si è tenuta un giorno prima che una delegazione del governo afghano, formata da 6 membri, si recasse a Doha per incontrare i rappresentanti dei talebani. I rappresentanti delle due fazioni si stanno incontrando su richiesta anche degli Stati Uniti per discutere questioni rilevanti per il raggiungimento della pace nel Paese. Si tratta del primo incontro ufficiale tra il governo di Kabul e i militanti islamisti afghani. Parte dell’accordo tra gli USA e i talebani, che potrebbe essere firmato il 29 febbraio, prevede la liberazione di 5.000 prigionieri talebani detenuti nelle carceri afghane. A tale riguardi, gli Stati Uniti hanno chiesto di organizzare un incontro con i rappresentanti del governo. Da parte sua, l’esecutivo di Kabul ha espresso riserve sull’invio di un team diplomatico a Doha per discutere soltanto della questione dei prigionieri, ma non è chiaro se i talebani sono disposti ad affrontare anche le altre questioni irrisolte tra le due fazioni.

Tale sviluppo suggerisce che la possibilità di firmare l’accordo tra Stati Uniti e talebani ancora esiste. A seguito di un mese di negoziazioni, il 21 febbraio, il Segretario di Stato degli USA, Mike Pompeo, aveva confermato che una volta concluso con successo un periodo di tregua di 7 giorni, gli Stati Uniti avevano intenzione di firmare un accordo di pace con i talebani, il 29 febbraio. Anche il portavoce del gruppo di militanti islamisti afghani, Zabihullah Mujahid, da parte sua, aveva confermato la dichiarazione di Pompeo e aveva aggiunto che entrambe le parti avrebbero invitato rappresentanti di alto livello a prendere parte alla “cerimonia della firma” dell’accordo di pace. A seguito della sottoscrizione dell’intesa con Washington, dovrebbero essere avviati i colloqui intra-afgani e le truppe degli USA lasceranno il Paese. 

Tuttavia, nonostante l’accordo per la riduzione delle violenze con gli Stati Uniti, il governo afghano ha riferito, il 26 febbraio, che 19 agenti delle forza di sicurezza e 4 civili sono stati uccisi da attacchi separati, effettuati dal gruppo militante islamista a partire dal 21 febbraio, data dell’inizio del periodo di tregua. I feriti ammontano ad almeno 35. I talebani hanno dichiarato di non avere niente a che fare con questi incidenti e hanno affermato che “l’intelligence sta cercando di creare sfiducia”. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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