Tunisia: approvata la fiducia al nuovo governo

Pubblicato il 27 febbraio 2020 alle 10:35 in Africa Tunisia

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Il Parlamento tunisino ha votato la fiducia al nuovo governo di coalizione proposto dal primo ministro designato Elyes Fakhfakh. I voti favorevoli sono stati 129 su 217. Tuttavia, nonostante la fiducia, secondo alcuni analisti il governo potrebbe comunque faticare a realizzare le misure necessarie a risollevare l’economia nazionale, a causa dell’alta frammentazione parlamentare e delle differenti vedute politiche all’interno dell’esecutivo, composto da ministri di vario orientamento.

Le sfide maggiori da affrontare per Fakhfakh e la sua squadra sono la bassa crescita, l’elevata disoccupazione, i consistenti deficit pubblici, il debito crescente, l’alta inflazione e i servizi pubblici in deterioramento. Tutte queste iniziative richiedono, per essere portate avanti, una notevole spesa pubblica e riforme politiche sensibili ai sussidi energetici e alle aziende pubbliche. Il nuovo governo dovrà anche garantire nuovi finanziamenti esterni, per un valore di 3 miliardi di dollari, dal momento che, ad aprile, è prevista la fine del programma di prestiti del Fondo monetario internazionale.

Presentando il programma di governo in Parlamento, mercoledì 26 febbraio, Fakhfakh ha dichiarato che la Tunisia ha completato con successo la sua transizione verso uno Stato democratico, ma deve ancora attuare importanti cambiamenti economici. “Un progetto di profonda riforma del sistema per riportare il Paese sulle rotaie della stabilità economica e sociale”, è quanto promesso dal primo ministro. Si tratta di un patto che, a detta del premier di Tunisi, riunirà i cittadini di tutti gli orientamenti politici e li farà convergere verso la realizzazione di un progetto ambizioso volto a ripristinare la fiducia e ad alimentare la speranza, soprattutto tra i giovani.

Il governo è composto da 30 ministri e da 2 sottosegretari. Sei sono le donne cui è stato affidato un incarico all’interno del nuovo esecutivo, una delle quali posta a capo del Ministero della Giustizia. “In squadra ci sono importanti politici, attivisti, difensori dei diritti umani e indipendenti, scelti secondo i più alti standard di competenza e integrità, che senza dubbio creeranno una dinamica di gruppo all’interno del governo e renderanno le sue azioni più efficaci”, ha dichiarato Fakhfakh, ribadendo che la sua squadra sarà in grado di soddisfare le legittime aspettative e aspirazioni del popolo tunisino.

Il voto di mercoledì 26 febbraio arriva dopo che il Parlamento tunisino, il 10 gennaio, ha rifiutato di assegnare la fiducia al governo proposto da Habib Jemli, il candidato primo ministro presentato da Ennahda. Il premier designato dal partito islamico non era riuscito a ottenere i voti favorevoli della maggioranza dell’Assemblea, fermandosi a 72 contro i 130 necessari.

Erano circa 4 mesi che la Tunisia attendeva un nuovo esecutivo. Sin dal mese di ottobre 2019, i diversi partiti politici seduti in Parlamento non erano riusciti a trovare un accordo volto a creare una coalizione, così da proporre un primo ministro e formare un nuovo esecutivo. Il governo uscente ha già attuato tagli per ridurre il deficit pubblico, ma il Fondo Monetario Internazionale e altri istituti di credito stranieri hanno più volte richiesto ulteriori riforme fiscali. Al contempo, i cittadini tunisini hanno mostrato il proprio malcontento verso i servizi pubblici del Paese, considerati peggiori rispetto al periodo pre-rivoluzione del 2011. Ciò ha portato la popolazione ad avere sempre meno fiducia nei confronti delle istituzioni e della classe politica al potere.

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Chiara Gentili 

di Redazione

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