Massima allerta in Giappone: si riammala di coronavirus dopo essere guarita

Pubblicato il 27 febbraio 2020 alle 13:16 in Asia Giappone

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Una donna giapponese, che era stata curata dal coronavirus e poi dimessa dall’ospedale, è risultata nuovamente positiva alla malattia, il 26 febbraio. Si tratta della prima volta che si verifica un caso del genere. Intanto, il Giappone ordina la chiusura di tutte le scuole. 

La donna ha 40 anni ed è residente nella città di Osaka. Era risultata positiva la prima volta al test, il 29 gennaio. Era poi stata dimessa dall’ospedale, il primo febbraio, ed era risultata negativa ad un test successivo, il 6 febbraio. Dopo aver accusato nuovamente problemi respiratori e sintomi influenzali ha effettuato nuovi controlli ed è risultata positiva al coronavirus, per la seconda volta. Il ministero della Salute di Tokyo ha confermato si tratta del primo caso del genere in Giappone. Tuttavia, episodi simili si sono già verificati in Cina. “Una volta che hai contratto l’infezione, questa può rimanere inattiva e con sintomi minimi, ma se questa si fa strada nei polmoni, allora la condizione clinica può aggravarsi”, ha riferito Philip Tierno, professore la facoltà di medicina della New York University. Il dottor Tierno ha sottolineato che molte caratteristiche del virus rimangono sconosciute. “Non sono sicuro che questo non sia bi-fasico, come l’antrace”, ha dichiarato. In tale caso, la malattia sembra scomparire prima di ripresentarsi. Il secondo test positivo della donna arriva in un momento in cui i casi confermati in Giappone sono arrivati a 186. A questi sono da aggiungere i 704 diagnosticati sulla nave da crociera Diamond Princess, che è rimasta ormeggiata per 2 settimane in quarantena.

In questo contesto, il 27 febbraio, il primo ministro giapponese, Shinzo Abe, ha riferito che il governo chiederà a tutte le scuole del Paese di chiudere fino alla fine delle vacanze di primavera, che termina in genere all’inizio di aprile, nel tentativo di contrastare la diffusione del nuovo coronavirus. Tutte gli istituti, dall’istruzione elementare a quella superiore, sono interessati dalla misura. Funzionari sull’isola settentrionale di Hokkaido e a Chiba, appena fuori Tokyo, avevano già annunciato simili provvedimenti in maniera autonoma. Il governo ha quindi affermato che le prossime 2 settimane saranno cruciali per rallentare la diffusione del virus. “Sono stati compiuti sforzi importanti per prevenire la diffusione dell’infezione tra i bambini in ogni regione, e queste due settimane saranno un periodo estremamente critico”, ha dichiarato Abe in una riunione dei ministri del governo. Il premier ha poi aggiunto che l’esecutivo “attribuisce la massima priorità alla salute e alla sicurezza dei bambini”. L’anno scolastico giapponese termina in genere alla fine di marzo e il nuovo anno inizia dopo una pausa ad aprile. La richiesta di Abe non si applica alle scuole materne, ma complessivamente, secondo le statistiche del Ministero dell’Istruzione, verrà chiesto a circa 13.7 milioni di bambini in quasi 38.000 scuole di rimanere a casa. Inoltre, Tokyo ha sollecitato la cancellazione di grandi eventi, anche quelli sportivi. Tuttavia, il governo ha affermato che le preparazioni per i Giochi Olimpici del 2020 continuano. 

Intanto, tutto il mondo è in allerta per la crisi epidemica globale, ora che tutti i continenti sono interessati dal virus, tranne l’Antartica. Secondo quanto riporta il New York Times, l’epidemia di coronavirus era già una vera e propria crisi, che aveva colpito decine di persone in Cina e probabilmente anche all’estero, quando l’allerta è stata diffusa da Pechino, il 31 dicembre 2019. Il quotidiano statunitense sostiene che i funzionari locali potrebbero aver minimizzato i primi segnali o semplicemente non erano coordinati abbastanza per comprendere la portata del problema. In tale contesto, la burocrazia rigidamente gerarchica della Cina avrebbe scoraggiato i funzionari dal riferire cattive notizie ai propri superiori, creando una catena di silenzio che ha reso difficile comprendere l’entità della crisi. Il coronavirus, secondo gli analisti del quotidiano, ha quindi messo in luce alcuni dei più profondi difetti e contraddizioni della governance cinese.

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Maria Grazia Rutigliano 

 

 

di Redazione

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