Londra valuta l’abbandono dei colloqui sulla Brexit con l’UE

Pubblicato il 27 febbraio 2020 alle 20:20 in Europa UK

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Il Regno Unito sta valutando l’ipotesi di abbandonare i colloqui con l’Unione Europea per trovare un accordo sulla Brexit, se non saranno stati fatti “buoni progressi” entro giugno.

La notizia è stata riferita il 27 febbraio dai rappresentanti del governo britannico, guidato dal premier Boris Johnson. L’esecutivo ha accettato che le imprese britanniche incontreranno nuove “frizioni” nel commercio con il blocco europeo, una volta che Londra sarà considerata al di fuori del mercato unico e dell’unione doganale. In tale contesto, il governo ha chiarito che portare a termine la Brexit è più importante delle preoccupazioni economiche. Di conseguenza, se a giugno non saranno stati raggiunti “buoni progressi” nella stesura di quello che Johnson ha definito un accordo di libero scambio “standard”, Londra si concentrerà su preparativi per una brusca rottura con l’UE. “Alla fine del periodo di transizione, il 31 dicembre, il Regno Unito recupererà completamente la sua indipendenza economica e politica”, ha dichiarato il ministro Michael Gove al Parlamento. “Vogliamo le migliori relazioni commerciali possibili con l’UE, ma non scambieremo la nostra sovranità con un accordo”, ha aggiunto.

La Gran Bretagna ha lasciato l’Unione Europea alle 23:00, ora locale, del 31 gennaio. Di fatto, Londra ha lasciato l’Unione, ma è entrata in un periodo di transizione che durerà per almeno 11 mesi, durante i quali i negoziatori dovranno definire le future relazioni tra il Regno Unito e l’Unione. Al momento, quindi, il rapporto tra il blocco e la Gran Bretagna è tutto da definire. In particolare, rimane da decidere l’eventuale adozione da parte di UE e Gran Bretagna di un accordo che faciliti il commercio, specie se di mercato unico. Un’intesa per rendere più agibile il commercio è probabile ma non certa. L’UE rimane il maggior partner commerciale del Regno Unito ed accedere al mercato unico è l’obiettivo finale del governo britannico.

Tuttavia, negoziare un accordo non sarà facile, specialmente in un periodo di soli 11 mesi. Prima che i colloqui possano iniziare, entrambe le parti devono rendere pubblici i loro obiettivi nella negoziazione. La figura principale che si occuperà di questa contrattazione in UE è Michel Barnier che necessiterà di un mandato negoziale formale da parte del blocco. È improbabile che questo gli venga conferito prima della fine di febbraio. A quel punto, i colloqui potranno iniziare. In tale contesto, Johnson sta spingendo per un accordo “in stile canadese”, modellato sull’accordo dell’UE con Ottawa. Il CETA, come è nota tale intesa, rimuove il 98 percento delle tariffe sui beni scambiati, sebbene permangano notevoli restrizioni sui tipi di beni. Nonostante questo tipo di soluzione sia meno ambiziosa di un patto specifico UK-UE, è importante sottolineare che per finalizzare il CETA ci erano voluti ben 5 anni.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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