Etiopia: ministro degli Esteri in visita in Italia

Pubblicato il 27 febbraio 2020 alle 17:53 in Etiopia Italia

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Il ministro degli Affari Esteri dell’Etiopia, Gedu Andargachew, si è recato in visita in Italia, a Roma, dove ha incontrato il suo omologo italiano, Luigi Di Maio.

È quanto rivelato, mercoledì 26 febbraio, dal Ministero degli Esteri di Roma, il quale ha altresì specificato che nel corso del vertice, i due omologhi hanno discusso in primo luogo del Corno d’Africa, regione di interesse strategico per Roma.

Nello specifico, in tale area, comprensiva di quattro Paesi, ovvero Etiopia, Eritrea, Somalia e Gibuti, i due omologhi hanno riconosciuto l’impegno dei rispettivi Paesi nell’assicurare la stabilizzazione e lo sviluppo, sia in ambito istituzionale sia economico, della regione.

Da parte sua, in particolare, Di Maio ha confermato il sostegno dell’Italia al clima di distensione delle relazioni tra Eritrea ed Etiopia, tese per circa 20 anni, dal 6 maggio 1998, anno di scoppio del conflitto tra i due Paesi, al 9 luglio 2018, quando Asmara e Addis Abeba hanno siglato un accordo di pace e deciso di normalizzare i rapporti bilaterali. In seguito al raggiungimento della pace tra i due Paesi, il premier etiope, Abiy Ahmed, aveva ricevuto il premio Nobel per la Pace, assegnatoli il 10 dicembre 2019.

In aggiunta, i due ministri hanno dichiarato di essere soddisfatti delle relazioni bilaterali, sia nella sfera politica sia economica, tra i due Paesi. Nello specifico, Di Maio ha rivelato che l’Italia è il primo partner commerciale europeo dell’Etiopia.

In tale clima, l’Italia ha rivelato che anche nella programmazione delle attività e delle iniziative dei prossimi anni, Roma garantirà un posto prioritario all’Etiopia, soprattutto nell’ambito delle iniziative di cooperazione italiana allo sviluppo.

Annunciando gli interessi prioritari dell’Italia, lo scorso 30 ottobre, Guerini aveva rivelato che questi si si collocano nel “Mediterraneo allargato”, un’area comprensiva di 4 regioni geografiche: MENA, Sahel, Corno d’Africa e Balcani. Il Mediterraneo allargato, si legge nel documento, chiama in causa il tema dell’immigrazione, della sicurezza energetica e dell’ottenimento di materie prime, fattori che rendono la stabilità di tale area una “esigenza vitale” del Paese.

Nel Corno d’Africa, in particolare, secondo il documento programmatico della Difesa, l’impegno italiano potrà essere rivisto. Attualmente, l’Italia è impegnata in azioni di addestramento e formazione nella regione, ma soprattutto svolge un ruolo di rilievo con il contingente schierato nell’ambito della missione EUTM Somalia, di cui l’Italia è tra i principali Stati sostenitori ed è al comando dal 2014.

L’Etiopia è diventata un Paese senza sbocco sul mare dal 24 maggio 1993, quando l’Eritrea si è costituita come Stato indipendente. Cinque anni dopo, il 6 maggio 1998, i due vicini hanno cominciato una guerra per la demarcazione del loro confine condiviso. Anche negli anni successivi all’accordo di Algeri, siglato il 12 dicembre del 2000, periodici scontri si sono verificati in seguito al rifiuto dell’Etiopia di accettare la sentenza della Commissione per la delimitazione dei confini sostenuta dall’ONU. Dal 1998, le violenze hanno causato la morte di circa 80.000 persone. La sentenza della Commissione aveva stabilito che la città di Badme, al confine tra i due Stati, dovesse essere ceduta all’Eritrea. Tuttavia, l’Etiopia si è sempre rifiutata di accettare questa condizione e le dispute di confine non sono mai cessate. Il 6 giugno 2018, con una dichiarazione inaspettata, Abiy aveva affermato di essere pronto ad accogliere integralmente tutte le decisioni della Commissione, accogliendo di fatto anche la cessione di Badme.

 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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