Catalogna: al via tavolo di dialogo Sánchez-Torra

Pubblicato il 27 febbraio 2020 alle 10:09 in Europa Spagna

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Il governo spagnolo di Pedro Sánchez e la Generalitat catalana, con in testa Quim Torra, si sono riuniti a Madrid il 26 febbraio e hanno concordato che il tavolo di dialogo sul “conflitto politico” in Catalogna si riunirà una volta al mese alla ricerca di un eventuale consenso da raggiungere “nel quadro del certezza del diritto”. Gli incontri successivi si alterneranno tra Madrid e Barcellona, utilizzando le sedi ufficiali del governo, in modo che il prossimo avrà luogo a marzo nel capoluogo catalano.

Il tavolo di dialogo sulla Catalogna è partito nel pomeriggio di mercoledì 26 febbraio al Palazzo Moncloa, sede del governo spagnolo, nel corso di una riunione di quasi tre ore. Successivamente, in una dichiarazione congiunta, entrambe le parti hanno valutato questa tanto attesa riunione in cui sono state disposte le basi del dialogo affrontando gli aspetti metodologici e coincidendo con la “natura politica del conflitto” catalana che richiede anche una “soluzione politica”.

Sánchez e Torra hanno fatto il primo passo e da ora delegheranno il resto dei negoziati ai rispettivi gruppi di lavoro, sebbene abbiano concordato che sia loro sia i vicepresidenti, Carmen Calvo dell’esecutivo centrale e Pere Aragonès a nome del governo catalano, “saranno incorporati al tavolo quando è necessario ratificare gli accordi politici”.

In ogni caso, il tavolo completo si riunirà ogni sei mesi per fare il punto degli incontri, come riportato dalla portavoce del governo, María Jesús Montero.

“Dopo l’incontro Montero afferma che non si aspettano frutti” a breve termine “ma cercheranno” formule nuove per risolvere le tensioni. Torra ha affermato che le posizioni rimangono distanti e che tra Madrid e Barcellona vi sono “importanti discrepanze”, affermando tuttavia che il dialogo è fondamentale per concordare una soluzione alla crisi.

Allo stesso modo, entrambe le parti hanno stabilito che gli accordi che lasciano il tavolo saranno formulati “nel quadro della certezza del diritto”, un’espressione che è già stata utilizzata in precedenti riunioni tra il governo centrale e la Generalitat, e con la quale la menzione esplicita della Costituzione, che difende l’unità della Spagna, è omessa. Alle domande dei giornalisti, Montero non ha chiarito il significato di tale espressione e ha accennato alla necessità di “formule fantasiose” e di risposte “creative, oltre i semplici sì o no” per problemi “complessi”.

Nonostante l’insistenza catalana, il governo centrale ha nuovamente respinto l’idea di nominare un mediatore internazionale.

L’opposizione critica duramente la decisione di Sánchez di scendere a patti con Torra, dichiarato decaduto dal Tribunale elettorale, e con gli indipendentisti catalani. Per il leader del Partito popolare Pablo Casado, Sánchez ha compiuto “un colpo di stato istituzionale contro la democrazia”.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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