Anche la Slovenia vira verso il populismo: chi è il nuovo premier

Pubblicato il 27 febbraio 2020 alle 11:33 in Europa Slovenia

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Il presidente della Slovenia, Borut Pahor, ha dato al leader dell’opposizione, Janez Jansa, l’incarico di formare il governo, il quale verrà sottoposto al voto di fiducia del Parlamento.

Jansa è il leader del Partito Democratico della Slovenia, primo partito del Paese a seguito delle elezioni politiche del 2018. Ciò nonostante, la formazione politica non era riuscita a formare un governo a seguito delle scorse elezioni, a causa del rifiuto da parte degli altri partiti di collaborare con l’SDS, date le sue dure posizioni anti-migranti e nazionaliste.

L’incarico di formare un governo era quindi stato affidato all’ex premier, Markan Sarec, il quale aveva tuttavia rassegnato le proprie dimissioni nel gennaio 2020, dichiarando di non godere del necessario supporto in Parlamento per procedere con la propria agenda.

Dopo un mese di instabilità politica, l’SDS ha però annunciato di aver trovato un accordo con altri tre partiti, riuscendo a ottenere la maggioranza parlamentare.  Nello specifico, Reuters rivela che si tratta del Partito di Centro Moderno (SMC), di centrosinistra, del conservatore Nuova Slovenia, e il partito dei pensionati, Desus.

A seguito di tale annuncio, il capo di Stato di Lubiana ha quindi deciso di incaricare Jansa di formare una squadra di governo, la quale, data la maggioranza in Parlamento, ha grandi probabilità di riuscire a ottenere la fiducia. Nello specifico, sul totale dei deputati sloveni, ovvero 90, in 48 fanno parte della nuova coalizione formata dal partito nazionalista e populista, il quale intende portare avanti l’adozione della leva obbligatoria per incrementare la forza dell’esercito nazionale.

Per questo nuovo mandato, Jansa ha dichiarato di volersi concentrare sul miglioramento del sistema sanitario nazionale, considerato inefficiente, sulla riduzione della burocrazia e sulla decentralizzazione. In aggiunta, secondo il patto raggiunto in coalizione, una volta al governo verranno aumentate le pensioni ed erogati più fondi per i comuni.

Il premier incaricato ha già svolto tale ruolo per altre due volte nella storia politica slovena, dopo essere emerso in qualità di dissidente del regime comunista ai tempi della Iugoslavia. Nello specifico, aveva già guidato il governo dal 2004 al 2008 e dal 2012 al 2013.

L’affidamento dell’incarico da parte del presidente a Jansa, tuttavia, ha sollevato preoccupazioni in merito all’emersione di una nuova ondata di populismo in Europa. Non a caso, il nuovo premier incaricato è considerato vicino al premier ungherese, Viktor Orban, il quale ha pubblicamente sostenuto la candidatura di Jansa alle politiche del 2018.

A tale riguardo, il BNN Bloomberg sottolinea che tali preoccupazioni giungono in un momento in cui la Slovenia sta già faticando a contrastare internamente la crescita del populismo. In aggiunta, una volta al governo, Jansa potrebbe rafforzare i propri legami con i suoi simili europei, principalmente in Ungheria, Italia e Austria. In tale contesto si colloca anche l’accento posto dal premier incaricato sulle misure tese a innalzare i controlli alle frontiere.

In aggiunta, vi è il rischio che con Jansa al governo aumenti il supporto del Paese nei confronti di Orban, attualmente oggetto di diatribe in UE a causa dei dubbi in merito al rispetto dello stato di diritto in Ungheria. Nello specifico, il partito di Orban, Fidesz, aveva ricevuto, il 4 febbraio, il prolungamento della propria sospensione dal Partito Popolare Europeo (PPE), il quale raccoglie i principali movimenti politici di destra. A causare tale sospensione erano state le politiche adottate dal governo ungherese, considerate in grado di minare lo stato di diritto, la libertà di stampa e i diritti delle minoranze. Il premier ha sempre respinto tali accuse.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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