Spagna: allerta per italiani affetti da coronavirus

Pubblicato il 26 febbraio 2020 alle 8:16 in Italia Spagna

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Oltre mille persone, tra cui ospiti e lavoratori, rimangono isolate nell’H10 Costa Adeje Palace sulla costa sud di Tenerife, Isole Canarie, sin dalla sera di lunedì 24 febbraio. Un turista italiano che alloggiava presso la struttura è risultato positivo ai test del coronavirus. Agenti della polizia nazionale spagnola sorvegliano il complesso, situato nel sud dell’isola, secondo gli ordini delle autorità sanitarie regionali delle Canarie, secondo fonti della polizia. Ci sono anche membri della polizia locale di Adeje che controllano che nessuno entri o esca dal resort, che ha tutti gli accessi chiusi, incluso quello della spiaggia.

Fonti dell’Assessorato alla Salute delle Isole Canarie, che non vogliono usare i termini isolamento o quarantena, spiegano che il controllo sanitario viene effettuato su persone che potrebbero essere entrate in contatto con il paziente, secondo il protocollo stabilito. Per tutta la mattinata di martedì 25 febbraio operatori sanitari hanno misurato la temperatura ai dipendenti. Un lavoratore, che non vuole essere identificato, ha riferito telefonicamente al quotidiano spagnolo El País che il personale rimane al lavoro normalmente, con maschere, ma che non è permesso vagare nel complesso. “Siamo esausti”, spiega, poiché molti hanno attaccato il turno senza staccare da quello della notte precedente, anche se l’hotel ha fornito camere per riposare.

Nella mattinata di martedì 25 febbraio la polizia ha autorizzato l’ingresso solo per il camion di Ricardo Palacios, un uomo d’affari che di solito fornisce carne all’hotel. Secondo quanto riferisce lo stesso Palacios, l’imprenditore ha chiamato il direttore dello stabilimento per vedere come avrebbe potuto aiutare. Su sua richiesta, è arrivato a metà mattinata con mille maschere, 300 paia di guanti e bottiglie d’acqua, che ha scaricato all’ingresso dell’hotel, senza avvicinarsi alla struttura.

Le maschere sono diventate proprio una delle merci più ambite nell’isola. Un farmacista del centro urbano di Adeje afferma che sono quasi esaurite, così come i gel per le mani, e che lo stesso accade nelle altre farmacie della zona, dove si trova la maggior parte dei complessi alberghieri di Tenerife.

L’allarme è scattato lunedì pomeriggio, quando un medico, originario della provincia di Piacenza, è andato in una clinica con sintomi di Covid-19. Il paziente aveva trascorso una settimana in vacanza presso l’hotel di Tenerife insieme a sua moglie. È risultato positivo in un primo test condotto presso l’Ospedale Universitario Nuestra Señora de La Candelaria, a Santa Cruz de Tenerife, capitale dell’isola, dove è ricoverato e isolato in buona salute, secondo fonti dell’Assessorato alla Salute delle Canarie. Anche la moglie del medico è risultata positiva al coronavirus, riferiscono le autorità sanitarie di Santa Cruz.

Altre due persone che erano in vacanza con la coppia rimangono sotto osservazione nello stesso ospedale, sebbene non abbiano manifestato sintomi di infezione.

Un’altra italiana è risultata positiva al coronavirus in Spagna. Si tratta di una trentaseienne lombarda, ricoverata a Barcellona. Nel capoluogo catalano 25 persone legate alla trentaseienne italiana sono state messe in quarantena. È risultato inoltre positivo al coronavirus un uomo, di cui non è stata resa nota l’origine, ricoverato a Vila-real, in provincia di Castellón de la Plana, nella Comunità Valenciana. Il responsabile della sanità valenciana ha comunicato che il Paese non ha focolai di coronavirus autoctoni e che tutti i casi allo studio (alcuni a Valencia, altri ad Alicante) sono persone provenienti dal Nord Italia. L’uomo ricoverato all’ospedale La Plana di Vila-Real era stato recentemente a Milano.

Un quinto caso, un ventiquattrenne ricoverato all’Ospedale Carlos III di Madrid, è uno spagnolo che aveva viaggiato in Nord Italia. È in buone condizioni di salute.

La Spagna ha deciso di fare le prove per il coronavirus a tutte le persone ricoverate con forti polmoniti negli ospedali del paese e ad alcuni tifosi del Valencia che si erano recati a San Siro per la partita Atalanta-Valencia di Champions League dello scorso 19 febbraio.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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