Siria: i progressi del regime a Idlib

Pubblicato il 26 febbraio 2020 alle 11:11 in Medio Oriente Siria

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Le forze del regime siriano continuano ad avanzare nelle aree periferiche di Idlib e Aleppo, nel Nord-Ovest della Siria. In meno di 60 ore, queste sono riuscite a prendere il controllo di 30 villaggi e città.

A riferirlo, il 26 febbraio, l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani, secondo cui l’area orientale di Idlib continua ad assistere a scontri che vedono, da un lato, i ribelli sostenuti da forze turche e, dall’altro lato, le forze del regime e le forze armate a loro fedeli. L’obiettivo dell’esercito del presidente siriano, Bashar al-Assad, sembra essere la ripresa del controllo del Nord-Ovest di Saraqib. In tale quadro, il 25 febbraio, un attacco aereo condotto con l’aiuto di Mosca ha causato l’uccisione di 5 soldati turchi, nell’area rurale meridionale di Idlib. Alla luce degli ultimi progressi, il numero di villaggi e municipalità conquistate dal regime dal 24 gennaio scorso ha raggiunto quota 132.

Parallelamente, il 25 febbraio, l’esercito di Assad è riuscito a prendere il controllo della città di Kafr Nabl, anch’essa appartenente al governatorato di Idlib. Tale luogo era stato conquistato dai gruppi ribelli nel 2012, a circa un anno di distanza dall’inizio del conflitto. Dal canto loro, anche i ribelli siriani, con il sostegno di Ankara, sono riusciti, sempre il 25 febbraio, a preservare alcune loro postazioni a Neirab, considerato una porta di accesso alla città di Saraqib, posta anch’essa nel governatorato Nord-occidentale di Idlib. Controllare tale città significa poter ostacolare la strada internazionale M4 tra Aleppo e Latakia, oltre che il collegamento tra Saraqib e Gerico, ponendo Saraqib in uno stato di assedio parziale. Inoltre, il 25 febbraio, a detta dell’Osservatorio, Idlib ha assistito all’uccisione di 19 civili, tra cui anche bambini, a causa dei 180 attacchi aerei condotti dal regime e dalla Russia. Alcuni di questi hanno colpito altresì scuole.

Il regime controlla oramai circa la metà dei territori appartenenti al governatorato di Idlib, l’ultima roccaforte ancora sotto in controllo dei ribelli. Da un lato, l’esercito di Assad viene coadiuvato da Mosca. Dall’altro lato, nelle ultime settimane, la Turchia ha inviato migliaia di soldati e munizioni nella regione, a sostegno delle forze di opposizione. La guerra civile in Siria è scoppiata il 15 marzo 2011 ed è tuttora in corso. Metà dei 3 milioni di abitanti dell’area Nord- occidentale del Paese è stata costretta a rifugiarsi in altre zone della Siria, in seguito alle ripetute offensive del presidente siriano. Tra gli ultimi progressi, le forze di Assad hanno dichiarato, il 16 febbraio, di aver preso il controllo della periferia di Aleppo, registrando, in tal modo, un importante risultato.

Il 10 febbraio, le Nazioni Unite hanno affermato che l’offensiva di Mosca e del regime nel Nord Ovest della Siria ha causato lo sfollamento di circa 700.000 civili dall’inizio del mese di dicembre 2019, tra cui 100.000 solo nei sette giorni precedenti. Inoltre, un portavoce dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari, David Swanson, ha affermato che la situazione è sempre più tragica, soprattutto vicino al confine con la Turchia, dove oltre 400.000 persone sono state già costrette a sfollare.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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