L’Africa in allerta: primo caso di coronavirus in Algeria

Pubblicato il 26 febbraio 2020 alle 12:38 in Africa Algeria

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L’Algeria ha confermato il primo caso di contagio da coronavirus. Si tratta di un italiano arrivato nel Paese nordafricano il 17 febbraio. “Sono due gli uomini venuti insieme dall’Italia ma solo uno di loro ha i sintomi del virus”, ha dichiarato il ministro della Salute algerino, Abderrahmane Benbouzid, specificando che, al momento, l’uomo si trova in quarantena e sta ricevendo assistenza medica. Il direttore del centro per la prevenzione e il controllo delle malattie trasmissibili, Djamel Fouar, ha assicurato che, nonostante la positività del test sul paziente italiano, non sono previste misure che sospendano i viaggi verso l’Italia o che proibiscano le proteste di piazza. Tuttavia, i controlli agli aeroporti sono stati intensificati e le autorità si stanno impegnando nel risalire a tutte le persone che hanno avuto contatti con l’uomo contagiato dal virus. 

L’Algeria è il secondo Paese africano ad aver registrato un caso di coronavirus. Il primo è stato l’Egitto che, il 14 febbraio, aveva dato notizia di un cittadino cinese risultato positivo al test. Tuttavia, lunedì 24 febbraio, il primo ministro egiziano, Mostafa Madbouly, ha riferito che l’uomo sembra essere guarito e, dopo aver terminato il suo quattordicesimo giorno in quarantena, potrà essere dimesso dall’ospedale. Nel frattempo, la scorsa settimana si è concluso il periodo di quarantena anche per i 302 cittadini egiziani tornati a casa dalla città cinese di Wuhan, epicentro del contagio. Nessuno di loro ha mostrato di aver incubato il virus. In più, i presunti contagi registrati in Costa d’Avorio, Kenya, Etiopia e Botswana hanno dato tutti esito negativo.

Ciononostante, diversi Paesi africani hanno messo in atto una serie di misure restrittive volte a limitare gli ingressi e a prevenire il contagio. Ad esempio, quasi tutte le compagnie aeree africane, tranne l’Ethiopian Airlines, hanno cancellato i voli per la Cina. Il timore che il coronavirus possa diffondersi in Africa è alto, soprattutto per via delle forti relazioni commerciali che legano Pechino al continente. Sebbene i casi confermati di contagio siano ancora limitati, le ripercussioni sull’economia africana sono già evidenti. Secondo un rapporto del Supporting Economic Transformation, pubblicato il 3 febbraio, circa 4 miliardi di dollari risulteranno mancanti nell’export dell’Africa subsahariana. Non molto se si considera che l’impatto sull’economia mondiale è stimato a circa 360 miliardi di dollari ma una cifra significativa se considerata la situazione del continente. La Cina è il maggior investitore in Africa, nonché il principale importatore di materie prime. Inoltre, il livello degli spostamenti tra l’Africa e la Cina è decisamente elevato, con almeno 1,2 milioni di lavoratori cinesi impiegati nel continente. Questo dato, unito al fatto che le strutture sanitarie nei Paesi africani sono in molti casi inadeguate, fa temere che ci siano possibili casi di contagi non diagnosticati.

Secondo uno studio della rivista medica Lancet, l’Egitto, l’Algeria e il Sudafrica sono i Paesi africani a più alto rischio di contagio da coronavirus, in particolare per l’elevato numero di viaggi e le intense relazioni commerciali con la Cina. Le misure adottate dai Paesi africani includono lo screening della temperatura nei punti di ingresso, le raccomandazioni a evitare viaggi in Cina e la diffusione di informazioni sanitarie avanzate sia al personale medico sia al pubblico generale. Tuttavia, secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, l’Africa risulta mal equipaggiata per affrontare la minaccia e i governi devono cercare di fare di più per aumentare i controlli e identificare rapidamente i casi sospetti. La maggior parte dei sistemi sanitari risulta obsoleta e priva delle strutture necessarie a gestire casi di pandemia influenzale.

Il direttore generale dell’OMS, Tedros Ghebreyesus, ha detto di essere seriamente preoccupato per la diffusione del virus in Paesi con sistemi sanitari deboli, come molti Paesi africani. Il timore è che, nonostante la percentuale di letalità del coronavirus sia bassa, questa possa aumentare viste le condizioni in cui vive più del 40% della popolazione africana, ovvero sotto la soglia di povertà. Una caratteristica peculiare del nuovo virus è infatti la velocità di contagio elevata. A gennaio, l’organizzazione ha dichiarato il coronavirus un’emergenza sanitaria mondiale. L’OMS ha poi identificato 13 Stati africani che rischiano di più a causa del volume dei loro collegamenti con la Cina. Tra questi ci sono l’Algeria, l’Etiopia, il Sudafrica e la Nigeria.

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Chiara Gentili

di Redazione

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