La Turchia vuole utilizzare lo spazio aereo sopra Idlib

Pubblicato il 26 febbraio 2020 alle 20:09 in Siria Turchia

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La Turchia sta cercando un modo per utilizzare lo spazio aereo della regione di Idlib, al fine di proteggere i civili e fermare gli attacchi, secondo quanto riferito dal presidente turco, Recep Tayyip Erdogan. 

“Il nostro problema più grande è che non possiamo usare lo spazio aereo sopra Idlib”, ha dichiarato il presidente in un’incontro del suo partito nella capitale turca di Ankara. “Speriamo di trovare presto una soluzione per questo”, ha poi aggiunto. Erdogan ha poi ribadito che la Turchia non si ritirerà dalla regione e che allontanerà il regime del presidente siriano, Bashar Al-Assad, da tale aerea. “Scaccceremo definitivamente il regime fuori dai confini che abbiamo definito in precedenza”, ha dichiarato il presidente turco. “Faremo in modo che i siriani possano tornare alle loro case”, ha poi aggiunto. 

Il 18 febbraio, la Turchia aveva avvertito la Russia che avrebbe preso tutte le misure che riteneva necessarie se il regime siriano non si fosse ritirato ad Idlib oltre il precedente confine, stabilito dall’accordo di Sochi del 17 settembre 2018. Un portavoce turco ha sottolineato che Mosca è stata “chiaramente” informata sulla posizione di Erdogan nella regione. Tale scambio di vedute è avvenuto durante i colloqui russo-turchi sulla Siria del 17 e 18 febbraio. In tali incontri, il fine che le due parti avevano dichiarato di voler perseguire era quello di evitare un’ulteriore catastrofe umanitaria in Siria. Pertanto, i rappresentanti di Ankara e Mosca avevano discusso delle misure che potrebbero essere adottate per attuare pienamente gli accordi già conclusi su Idlib nei colloqui di Sochi e per prevenire le violazioni del cessate il fuoco. Tuttavia, durante il secondo giorno di colloqui, la Turchia ha ribadito di essere pronta ad una soluzione militare della situazione. 

Nella regione di Idlib, situata al confine con la Turchia, le forze di Ankara controllano 12 postazioni di osservazione, a seguito dell’accordo di Sochi, con cui è stata istituita la cosiddetta zona di “de-escalation”, un’area smilitarizzata volta a favorire il passaggio e l’accoglienza dei civili siriani. Tuttavia, il governo Assad si è detto pronto a riportare tutto il territorio siriano sotto il suo controllo, compresa Idlib, nonostante la presenza di forze straniere. Il numero di sfollati che da tutta la Siria si è concentrato nella città di Idlib e nelle aree limitrofe ha raggiunto quasi i 2 milioni. Molti altri siriani sono scappati, invece, in Turchia, che ospita già oltre 3,6 milioni di rifugiati. Ankara teme che se Assad completasse la sua offensiva, molti altri residenti di Idlib finirebbero per scappare oltre il confine, verso il territorio turco, causando un’ondata di profughi impossibile da gestire per il governo di Erdogan. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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