Kosovo: si avvicina l’ultimatum degli Stati Uniti

Pubblicato il 26 febbraio 2020 alle 17:10 in Kosovo USA e Canada

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Fonti statunitensi hanno rivelato che il Kosovo avrà tempo fino a venerdì per rimuovere i dazi sui beni provenienti dalla Serbia, pena l’adozione di misure da parte degli Stati Uniti.

È quanto annunciato, mercoledì 26 febbraio, dal Gazeta Express, il quale ha altresì specificato che fonti informate sui fatti hanno riportato che l’Inviato Speciale della Casa Bianca per il ripristino delle relazioni tra Pristina e Belgrado, Richard Grenell, nonché nuovo capo dell’Intelligence nazionale di Washington, aspetterà fino a venerdì prima di decidere come cambieranno le relazioni tra Stati Uniti e Kosovo.

L’Amministrazione Trump, rivela il sito di informazione, sta diventando intollerante in merito alla mancata revoca dei dazi al 100% sui beni provenienti dalla Serbia da parte del governo di Pristina.  Tali dazi, causa di stallo delle relazioni tra i due Paesi balcanici, erano stati imposti il 21 novembre 2018, il giorno dopo la votazione sull’ingresso del Kosovo nell’Interpol, ostacolata dalla Serbia, accusata di aver condotto propaganda negativa contro Pristina.

Da parte sua, la Serbia ritiene che le tariffe imposte dal Kosovo violino gli accordi regionali in merito alla libertà di movimento e di scambio, motivo per cui, come dichiarato dal presidente di Belgrado, Aleksandar Vucic, il dialogo tra i due Paesi potrà riprendere soltanto quando Pristina annullerà i dazi.

In tale contesto, il ritiro di tale misura rappresenta un elemento chiave per la normalizzazione dei rapporti tra Pristina e Belgrado. Ciò è stato più volte ribadito da Grenell, il quale sostiene che la rimozione dei dazi sia necessaria per la ripresa delle relazioni tra i due Paesi, in stallo da oltre un anno. Da parte sua, il premier sostiene fermamente di essere disposto a revocarle, ma in cambio dell’approvazione da parte della Serbia di misure di reciprocità per liberalizzare il commercio dei beni kosovari nel suo territorio. Al contrario, il vicepremier, Avdullah Hoti, membro del secondo partito della coalizione di governo, la Lega Democratica del Kosovo (LDK), ha più volte ribadito di ritenere necessaria l’immediata revoca dei dazi sui beni provenienti dalla Serbia e dalla Bosnia, in linea con la posizione degli Stati Uniti.

Tuttavia, non essendosi verificati sviluppi a riguardo a seguito della nomina del nuovo premier kosovaro, Albin Kurti, sono sorte tensioni tra il governo di Pristina e l’Amministrazione Trump. Già lo scorso 19 febbraio Gazeta Express aveva rivelato, grazie alle dichiarazioni di alcuni informatori anonimi, che Washington non aveva una buona considerazione di Kurti, ritenuto inaffidabile per via di due ragioni. La prima riguarda la probabile menzogna in merito al ritiro dei dazi al 100% sui beni provenienti dalla Serbia. La seconda fa invece riferimento all’affidamento del premier kosovaro ai diplomatici europei, anziché statunitensi, nella risoluzione della disputa con la Serbia. In tale clima, l’agenzia stampa del Kosovo aveva rivelato, il 21 febbraio, che l’ambasciatore statunitense in Kosovo, Philip Kosnett, aveva rivelato a Kurti la possibilità che l’Amministrazione Trump ritiri le proprie truppe dal Paese in caso di mancato ritiro dei dazi sui beni provenienti dalla Serbia.

Il Gazeta Express non ha menzionato la misura che Grenell potrà adottare in risposta alla mancata revoca dei dazi, ma il suo informatore ha dichiarato che in caso di mantenimento delle tariffe, gli Stati Uniti inizieranno gradualmente ad approvare nuove politiche, in grado di compromettere le relazioni tra i due Paesi in ogni settore di cooperazione.

Mentre il Gazeta Express riportava tali informazioni, il presidente del Kosovo, Hashim Thaci, si trovava in visita a Washington. Nel corso della sua permanenza negli Stati Uniti, Thaci ha più volte avuto modo di sottolineare come ritenga insostituibile il ruolo di Washington per la stabilizzazione della regione balcanica.

Nel frattempo, a seguito della nomina di Grenell e dell’Inviato Speciale della Casa Bianca per i Balcani Occidentali, Matthew Palmer, le relazioni tra i due Paesi sono in continua evoluzione. In primo luogo, lo scorso 20 gennaio, Serbia e Kosovo hanno concordato il ripristino dei collegamenti aerei commerciali tra Pristina e Belgrado. Tale intesa era stata firmata, lunedì 20 gennaio, a Berlino, nella sede dell’ambasciata degli Stati Uniti, i quali anche in tale occasione avevano fatto da mediatori per il miglioramento dei rapporti economici tra i due Paesi. Successivamente, il 14 febbraio, il Kosovo e la Serbia, con la mediazione degli Stati Uniti, avevano deciso di ripristinare il collegamento autostradale e ferroviario tra i due Paesi.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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