Francia: il vertice di Napoli si terrà

Pubblicato il 26 febbraio 2020 alle 19:03 in Francia Italia

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Fonti diplomatiche della Francia hanno confermato la partecipazione del presidente, Emmanuel Macron, al summit governativo bilaterale con l’Italia, previsto per il 27 febbraio a Napoli.

È quanto rivelato, mercoledì 26 febbraio, da ANSAmed, il quale ha altresì specificato che la conferma di Parigi è giunta in risposta agli interrogativi sollevati in merito agli effetti del coronavirus sul vertice di Napoli.

Nello specifico, la Francia ha dichiarato che con la propria presenza, Parigi segnala la propria volontà di esserci, di dimostrare all’Italia la propria cooperazione e di riconoscere il controllo della situazione da parte di Roma.

L’eventuale annullamento della conferenza, ha rivelato la fonte diplomatica, spettava all’Italia, la quale tuttavia ha dato conferma nella serata del 25 febbraio. Alla luce di ciò, Parigi ha dichiarato di non essere nella posizione di poter annullare la propria partecipazione.

I lavori preparatori del vertice di Napoli avevano avuto inizio il 12 febbraio, quando il ministro degli Affari Esteri italiano, Luigi Di Maio, aveva incontrato a Parigi il suo omologo francese, Jean-Yves Le Drian. In tale occasione, oltre alla Libia, i due omologhi avevano avuto modo di discutere della situazione in Sahel, in Iran, in Siria, delle future relazioni con il Regno Unito e del processo di pace in Medio Oriente.

Per quanto riguarda la Libia, i due ministri avevano principalmente discusso degli esiti della Conferenza di Berlino, la quale si era tenuta lo scorso 19 gennaio. In tale data si erano riunite in Germania diverse parti a livello internazionale, compresi il generale a capo dell’Esercito Nazionale Libico (LNA) e uomo forte del governo di Tobruk, Khalifa Haftar, e il premier del Governo di Accordo Nazionale della Libia, Fayez al-Sarraj. Al termine della Conferenza, sono state concordate 3 strade da seguire per riportare stabilità nel Paese Nordafricano, in termini economici, politici e militari, ribadendo in ogni caso la necessità di rispettare l’embargo sulle armi e di preferire una soluzione politica a quella militare. Tale posizione è stata ribadita nel corso del vertice di Parigi da ambo le parti, le quali avevano ribadito la necessità dell’implementazione dell’embargo delle armi e del cessate il fuoco, soprattutto alla luce dei continui scontri sul campo. 

Il secondo tema al centro delle discussioni tra i due ministri era stato il Sahel, la fascia di territorio dell’Africa sub-sahariana in balia di numerosi gruppi terroristici jihadisti, che si concentrano nella parte Nord-occidentale della regione. I principali gruppi armati che operano sul territorio sono tre: al-Qaeda nel Maghreb Islamico (AQIM), Ansar al-Din e il Movimento Nazionale di Liberazione dell’Azawad. A tale riguardo, il ministro della Difesa italiano, Lorenzo Guerini, aveva annunciato, già in occasione della presentazione del documento programmatico della Difesa, di voler ridisegnare l’impegno dell’Italia e incrementare la cooperazione con la Francia. 

Il terzo tema trattato da Di Maio e Le Drian era stato l’Iran, con il quale l’Italia intende mantenere e salvaguardare le proprie relazioni, pur ribadendo la necessità di procedere con la de-escalation del clima di tensioni attraverso il dialogo e il negoziato politico. 

Successivamente, i due omologhi avevano discusso delle tensioni in Siria, dove la guerra civile, scoppiata il 15 marzo 2011 è tuttora in corso. Anche in tal caso, la posizione dell’Italia è a sostegno di una soluzione perseguibile politicamente, attraverso cioè l’implementazione della risoluzione 2254 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU e il coinvolgimento di tutte le parti in causa, anche della società civile. 

Successivamente, Le Drian e Di Maio si erano confrontati in merito al processo di pace in Medio Oriente alla luce dei recenti sforzi di Washington per la pace tra Israele e i palestinesi. A tale riguardo, l’Italia e la Francia condividono la propria posizione, accogliendo con favore gli sforzi di Trump, ma riservandosi la necessità di studiare il piano presentato nel dettaglio.

Infine, i due ministri avevano discusso del futuro delle relazioni con il Regno Unito all’indomani della Brexit, ufficializzata alla mezzanotte del 31 gennaio. Da parte sua, l’Italia mira a rafforzare i propri rapporti bilaterali con il Regno Unito, motivo per cui si augura una parità di condizioni a tutti i livelli.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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