Siria: il regime e l’opposizione alla conquista di luoghi strategici

Pubblicato il 25 febbraio 2020 alle 13:25 in Medio Oriente Siria

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Le forze del regime siriano e i gruppi di ribelli continuano a scontrarsi presso la cittadina di Neirab, posta a Sud-Est della città di Aleppo, nel Nord-Ovest della Siria.

La notizia giunge dopo che, il 24 febbraio, secondo quanto riferito dal al-Jazeera, le forze di opposizione e i gruppi estremisti sono riusciti a prendere il controllo di tale luogo, considerato una porta di accesso alla città di Saraqib, nel governatorato Nord-occidentale di Idlib, a seguito dell’avvio di un’operazione militare, il cui obiettivo principale è liberare Neirab dalla presenza dell’esercito del presidente siriano, Bashar al-Assad. Controllare tale città significa poter ostacolare la strada internazionale M4 tra Aleppo e Latakia, oltre che il collegamento tra Saraqib e Gerico, ponendo Saraqib in uno stato di assedio parziale. Secondo quanto riferito il 4 febbraio, le forze del regime erano riuscite ad estendere il loro controllo sulla città di Neirab e su diversi villaggi circostanti, costringendo i gruppi ribelli e i militanti dell’Hayat Tahrir al-Sham (HTS) ad indietreggiare, a seguito di intensi attacchi e bombardamenti.

Il 24 febbraio, le forze di opposizione sono riuscite a imporre il loro controllo su Neirab, nonostante gli attacchi aerei russi, a sostegno dell’esercito del regime, che sono continuati fino alle prime ore del 25 febbraio. Gli scontri tra le due parti sono proseguiti fino a tarda serata e le forze del regime sono state costrette a ritirarsi dalla città dopo aver subito pesanti perdite. Il bilancio delle vittime del 24 febbraio include 11 membri delle forze del regime e 26 ribelli. Anche le forze turche hanno partecipato all’attacco, attraverso decine di missili lanciati contro i raggruppamenti delle forze del regime situate nelle vicinanze di Saraqib, che hanno causato la morte di 9 membri dell’esercito di Assad.

Parallelamente, il 25 febbraio, le forze di Assad hanno continuato a bombardare Idlib, causando la morte di una donna e il ferimento di numerosi civili. Il numero di aree controllate dalle forze del regime durante le ultime ore è aumentato a 11, mentre gli attacchi aerei nel suddetto governatorato hanno raggiunto quota 87.

In tale quadro, il 24 febbraio, nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Ginevra, il vicecoordinatore regionale delle Nazioni Unite per gli affari umanitari in Siria, Mark Cutts, ha affermato che la regione di Idlib continua ad assistere a veri e propri massacri di civili, essendosi trasformata in un campo di battaglia in cui circa tre milioni di cittadini sono sotto assedio. Gli attacchi, è stato riferito, hanno poi causato lo sfollamento di oltre un milione di civili verso il confine turco.

La guerra civile in Siria è scoppiata il 15 marzo 2011 ed è tuttora in corso. Metà dei 3 milioni di abitanti dell’area Nord- occidentale del Paese è stata costretta a rifugiarsi in altre zone della Siria, in seguito alle ripetute offensive del presidente siriano, Bashar Al-Assad. La Turchia è sostenitrice dei ribelli, dissidenti del regime. Tra gli ultimi progressi, le forze di Assad hanno dichiarato, il 16 febbraio, di aver preso il controllo della periferia di Aleppo, registrando, in tal modo, un importante risultato.

Il 10 febbraio, le Nazioni Unite hanno affermato che l’offensiva di Mosca e del regime nel Nord Ovest della Siria ha causato lo sfollamento di circa 700.000 civili dall’inizio del mese di dicembre 2019, tra cui 100.000 solo nei sette giorni precedenti. Inoltre, un portavoce dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari, David Swanson, ha affermato che la situazione è sempre più tragica, soprattutto vicino al confine con la Turchia, dove oltre 400.000 persone sono state già costrette a sfollare.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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