Scontri tra gruppi armati causano lo sfollamento di 800 persone in Colombia

Pubblicato il 25 febbraio 2020 alle 11:20 in America Latina Colombia

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A causa della disputa tra diversi gruppi armati illegali, a Ituango, un comune situato nella parte nord-occidentale della Colombia, “la violenza potrebbe intensificarsi nelle loro forme di azione e aumentare la capacità di intimidazione contro la popolazione civile”. Era un avvertimento che l’Ufficio del Difensore civico della Colombia aveva reso noto nel 2018, nel 2019 e per l’ultima volta il 24 gennaio scorso. L’avvertimento è divenuto realtà questo fine settimana, tra sabato 22 e domenica 23 febbraio, quando 815 contadini che temevano di morire nel mezzo di scontri tra gruppi armati sono fuggiti in massa dalle remote aree rurali verso la piazza principale dal paese. 

Lì hanno raggruppato i loro pochi oggetti e gli animali su carri e autobus, principale mezzo di trasporto della Colombia rurale, e sono fuggiti nell’area urbana del comune dove hanno trascorso la notte in una scuola e nel palazzetto dello sport della città. Il segretario del governo del dipartimento diAntioquia, Luis Fernando Suárez, ha confermato che lo spostamento riguarda sei comunità rurali e che il governo regionale sarà presente per fornire “kit di igiene, riparo e cibo” per gli agricoltori che non dispongono di coperte o materassi sufficienti. “Saremo presenti a Ituango per affrontare questo grave problema di sfollamenti forzati. Vogliamo generare le condizioni in modo che queste persone possano tornare rapidamente alle loro case” – ha chiarito il funzionario.

La realtà, tuttavia, è più complessa. Secondo Óscar Zapata, portavoce della ONG Coordinación Colombia, Europa, Estados Unidos, la presenza di dissidenti delle FARC, che non hanno aderito al processo di pace, e di gruppi paramilitari chiamati gruppi di autodifesa gaitanista (ACG), rischia di trasformare gli scontri in un conflitto permanente. “Tra gli sfollati ci sono bambini, adulti molto anziani e persino 13 membri reincorporati delle FARC che hanno scommesso sulla pace. È necessaria una vera volontà per l’attuazione degli accordi di pace, una politica pubblica per disarmare quelle strutture paramilitari. Non vediamo la volontà del governo di smantellare questi scenari di guerra” – afferma Zapata, che si è recato personalmente a Ituango.

L’ufficio del difensore civico ha confermato la diagnosi nei suoi numerosi avvertimenti. “L’insorgere del cosiddetto dissenso del Fronte 36, l’espansione dell’AGC e l’emergere del Fronte 18 Román Ruiz – Cacique Coyará causano un’escalation militare generale nella zona e il rafforzamento di queste strutture armate illegali a seguito di un forte rafforzamento economico originato da dinamiche transnazionali associate al traffico internazionale di stupefacenti richiedono azioni decise da parte del governo nazionale”.

L’esercito è presente nell’area, ma ciò non è bastato a fermare i progressi di questi gruppi armati che sfruttano la topografia della regione come corridoio strategico per la droga. Per il Difensore civico i rischi per la popolazione riguardano sparizioni forzate, omicidi selettivi, massacri, violenze sessuali, incidenti causati da mine o trappole e scontri che coinvolgono civili.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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