Qatar: un Paese vittima di “discriminazione”, l’emiro giunge in Algeria

Pubblicato il 25 febbraio 2020 alle 15:48 in Algeria Qatar

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’emiro del Qatar, lo sceicco Tamim bin Hamad Al Thani, si è recato in Algeria. Parallelamente, la viceministra degli Esteri, Lolwah al-Khater, ha affermato che il blocco imposto contro il Paese viola i diritti umani e prende di mira la popolazione su una base “razziale”.

La visita di al-Thani si inserisce nel quadro di un tour intrapreso il 23 febbraio, riguardante altresì il Regno hashemita della Giordania e la Tunisia. Circa la visita ad Algeri del 25 febbraio, lo sceicco ha incontrato il presidente algerino, Abdelmadjid Tebboune, per parlare di cooperazione bilaterale e di altre questioni attuali. In particolare, a livello bilaterale, è stato toccato il tema delle relazioni tra i due Paesi a livello economico, mentre a livello regionale ed internazionale sono state prese in esame le crisi libica e palestinese.

La visita dell’emiro qatariota in Algeria è la terza negli ultimi cinque anni e riflette l’interesse della leadership del Qatar nel rafforzare le relazioni con l’Algeria, con il fine di mettere in atto una serie di progetti in ambito economico. Tra questi, quello relativo alla costruzione del complesso siderurgico di Bellara, una zona industriale situata nella regione orientale algerina di Jijel, dal valore di due miliardi di dollari. L’accordo, stipulato nel 2013, prevede il completamento dei lavori entro il 2020 e vede la Algerian Qatari Steel alla gestione del progetto.

A livello regionale, Qatar ed Algeria si sono detti concordi su una serie di posizioni. In particolare, in Libia, entrambi i Paesi sostengono una soluzione politica alla crisi ed un dialogo nazionale libico, respingendo, al contempo, le offensive contro Tripoli da parte dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), con a capo il generale Khalifa Haftar. Circa la crisi libica, Doha si è più volte detta a sostegno del governo tripolino, altresì noto come Governo di Accordo Nazionale (GNA). Come evidenziato il 4 dicembre scorso, per Doha il GNA è l’unico esecutivo legittimo e riconosciuto a livello internazionale. Pertanto, il Qatar continuerà a sostenerlo, con l’obiettivo di rafforzare le sue capacità anche in ambito militare e in materia di sicurezza.

A detta di alcuni, attraverso tali ultime visite, Doha desidera svolgere un ruolo all’interno delle questioni che interessano il panorama internazionale e la regione mediorientale, con il fine di difendere gli interessi della nazione, nonché i principi di libertà, pace e prosperità. A seguito di una disputa regionale, a partire dal 2017, il Qatar è stato progressivamente isolato dagli altri Paesi della regione. La cosiddetta “crisi del Golfo” ha avuto inizio il 5 giugno 2017, data in cui è stato imposto su Doha un embargo diplomatico, economico e logistico, accusandola di sostenere e finanziare gruppi terroristici come Hamas ed Hezbollah e di appoggiare l’Iran, il principale rivale di Riad nella regione. I paesi fautori del blocco sono stati Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Bahrain. Da parte sua, il Qatar ha respinto le accuse, pur rimanendo in una condizione di isolamento che ha comportato la chiusura dei confini aerei, marittimi e terrestri, e l’espulsione dei cittadini qatarioti dai Paesi fautori dell’embargo.

A tal proposito, nella sera del 24 febbraio, in occasione di un incontro del Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, la viceministra qatariota degli Affari Esteri ha dichiarato che il blocco imposto sul Qatar costituisce una grave violazione dei diritti umani e di tutte le convenzioni internazionali. Inoltre, secondo Lolwah al-Khater, l’embargo prende di mira i cittadini su una base razziale, privandoli di alcuni diritti fondamentali e impedendo loro di trasferirsi altrove per salute o studio. Pertanto, le ripercussioni del blocco sono ancora tangibili se si guarda all’ambito religioso, dell’istruzione o delle libertà. In tale quadro, è stato evidenziato che la Corte internazionale di Giustizia sta ancora esaminando la causa esposta dal Qatar contro gli Emirati Arabi Uniti, riguardante proprio le forme di “discriminazione” subite da Doha.

Nella medesima occasione, al-Khater ha affermato che il Qatar si sta impegnando per garantire condizioni di vita dignitose, preservare i propri diritti e raggiungere sviluppo, sicurezza e benessere. Gli sforzi nazionali, è stato riportato, non solo hanno rafforzato il ruolo delle istituzioni statali, ma hanno anche migliorato il quadro legislativo di molti settori. Inoltre, a livello internazionale, Doha ha ulteriormente potenziato le relazioni con partner esterni, sia Paesi sia organizzazioni internazionali, con il fine di trovare soluzioni sostenibili alla crisi attraverso legami di cooperazione costruttivi.

 

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.