Incontro del G5 Sahel mentre continuano gli attacchi dei gruppi armati

Pubblicato il 25 febbraio 2020 alle 13:24 in Burkina Faso Mauritania

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Un’imboscata contro una pattuglia della polizia, nel Nord del Burkina Faso, ha causato la morte di almeno 4 persone, di cui 3 agenti. L’attacco, condotto nella giornata di lunedì 24 febbraio da un gruppo di uomini armati non ancora identificati, ha ucciso, nello specifico, 1 tenente di polizia, 2 sergenti e 1 civile. Altre 5 persone sono rimaste ferite, secondo quanto reso noto da una dichiarazione ufficiale, che, tuttavia, non ha specificato se si tratta di civili o militari. L’agguato è avvenuto nella provincia di Sanmatenga, lungo l’asse stradale tra Pissila e Gigba. Lo scorso martedì, 18 febbraio, un altro attacco aveva colpito la vicina provincia settentrionale di Soum, al confine con il Mali. In tale occasione, 3 soldati burkinabé del distaccamento di Kelbo hanno perso la vita.

Nella giornata di oggi, martedì 25 febbraio, il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, presiederà il primo incontro dell’Assemblea Generale del G5 Sahel, in Mauritania. La task-force, che conta circa 5,000 ufficiali, tra soldati, poliziotti e agenti speciali provenienti da Mauritania, Niger, Ciad, Burkina Faso e Mali, è stata creata nel febbraio 2017 e il suo obiettivo è quello di contrastare la crescita dell’estremismo e del traffico di esseri umani nell’area del Sahel che, essendo poco controllata, pullula di militanti di al-Qaeda, dell’ISIS e di altre organizzazioni. Nouakchott assumerà la presidenza a rotazione del gruppo antiterrorismo per tutto il 2020. La Francia teme che il conflitto nella regione del Sahel possa espandersi e arrivare a minacciare anche i Paesi dell’Africa settentrionale. Questo comporterebbe un’ulteriore preoccupazione per i Paesi europei, impegnati a mantenere sotto controllo l’instabilità lungo i suoi confini meridionali. Parigi, per contrastare l’avanzata, ha chiesto il supporto di diversi alleati europei e ha esortato gli Stati Uniti a non abbandonare il loro impegno militare nella regione. All’incontro di Nouakchott parteciperanno anche il ministro degli Esteri spegnolo, Arancha Gonzalez, e il commissario dell’UE, Jutta Urpilainen. “Il meeting metterà in evidenza il sostegno concreto della Francia e dell’UE alle forze della missione G5 Sahel, che comprende Burkina Faso, Ciad, Mali, Mauritania e Niger”, ha detto Le Drian.

Il Burkina Faso è, insieme al Mali e al Niger, uno dei Paesi più colpiti dalla furia dei jihadisti nella regione del Sahel. Secondo i dati delle Nazioni Unite, circa 4000 persone sono rimaste uccise in attentati perpetrati lo scorso anno nei tre Paesi. Le aree che hanno visto un’esplosione incontrollata della violenza sono generalmente quelle più aride e sottosviluppate, dove i gruppi armati sfruttano la povertà e le divisioni etniche o religiose per reclutare combattenti e provocare maggior impatto. Secondo il Country Report on Terorrism 2018 del governo americano, le organizzazioni terroristiche reclutano con successo i membri dell’etnia Fulani, che sono particolarmente marginalizzati, poveri e svantaggiati rispetto al resto degli abitanti del Burkina Faso. A partire dal 2017, si è registrata nel Paese una lenta ma continua crescita delle attività terroristiche jihadiste, specie lungo i confini con il Mali. Lo stesso anno, AQIM si è unito ad al-Mourabitoun, Ansar al-Dine e al Macina Liberation Front per formare il Jama’at Nusrat al-Islam wal Muslimin (JNIM), gruppo attualmente molto attivo in Burkina Faso, insieme ad Ansarul Islam e ISIS in the Greater Sahara. Nel 2018, militanti jihadisti affiliati a diverse organizzazioni hanno condotto omicidi mirati, raid contro postazioni militari e di sicurezza, attentati con esplosivi improvvisati. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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