Egitto: muore l’ex presidente Hosni Mubarak, un “eroe di guerra”

Pubblicato il 25 febbraio 2020 alle 16:59 in Africa Egitto

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L’ex presidente dell’Egitto Hosni Mubarak è deceduto, il 25 febbraio, all’età di 91 anni.

Il mandato di Mubarak alla presidenza egiziana è durato circa 30 anni, dal 1981 al 2011, anno in cui il capo di Stato si è dimesso, spinto dalla forte ondata di mobilitazione popolare che ha caratterizzato il Paese nella cornice della cosiddetta Primavera araba. Secondo quanto riferito dal figlio, Alaa Mubarak, il padre era stato recentemente ricoverato in terapia intensiva per motivi di salute e successivamente sottoposto a un intervento chirurgico. Il corrispondente di al-Jazeera ha aggiunto che, al momento del decesso, Mubarak si trovava presso un ospedale del Cairo, al-Gala, dove era stato ricoverato il 21 gennaio e sottoposto a intervento per tumore allo stomaco il 24 gennaio.

Nel 2015, la Corte di Cassazione, la più alta Corte egiziana, ha condannato Mubarak e i suoi due figli Alaa e Gamal a tre anni di reclusione, e ciò, secondo alcuni analisti, potrebbe impedire lo svolgimento di un funerale militare, in quanto il presidente è stato condannato per un crimine “contro l’onore”. Tuttavia, l’avvocato della famiglia di Mubarak, Farid al-Deeb, ha dichiarato che il funerale si terrà, per ricordare il servizio prestato dal presidente anche all’interno delle forze dell’Aeronautica nella guerra del 1973. Inoltre, è stato specificato come la causa contro Mubarak sia stata precedentemente archiviata. Mubarak, Gamal e Alaa erano stati condannati per l’utilizzo di fondi originariamente destinati al mantenimento di palazzi presidenziali e impiegati per costruire e migliorare residenze private. I figli sono stati rilasciati nel 2015, mentre l’ex apo di Stato nel 2017.

La presidenza egiziana si è detta rammaricata per la morte di Mubarak, definendolo un “leader militare ed eroe di guerra”. Mubarak ha lasciato dietro di sé un’eredità complicata. Il suo governo era in parte caratterizzato da corruzione, brutalità della polizia, repressione politica e problemi economici. Eppure, negli anni di sconvolgimento popolare che seguirono alla sua caduta, alcuni esprimevano nostalgia per la stabilità, le certezze e il gran numero di turisti che apparentemente assicurarono il dominio di Mubarak.

Muhammad Hosni Mubarak nacque il 4 maggio 1928 nella regione del Delta. Dopo aver completato gli studi primari e secondari, si iscrisse al Collegio militare e ottenne una laurea in Scienze militari nel 1948. Nel 1964 fu nominato comandante di una base aerea ad Ovest del Cairo, rappresentando il pilota più giovane a capo una base aerea, per poi divenire direttore del Collegio militare nel 1967, e successivamente capo di Stato maggiore delle forze aeree egiziane. Nel 1972, Mubarak ricevette la nomina di viceministro della Difesa e l’anno successivo, il 1973, assunse il comando dell’aeronautica egiziana durante la guerra dell’ottobre di quell’anno. Nell’aprile del 1975 il presidente allora in carica, Anwar al-Sadat, lo nominò vicepresidente della Repubblica, e, a seguito della sua uccisione, il 6 ottobre 1981, Mubarak divenne presidente dell’Egitto, carica che ricoprì con mandati successivi, essendo di volta in volta rieletto nel 1987, 1993, 1999 e 2005.

In un quadro caratterizzato da tensione politica, situazione economica precaria e corruzione, il popolo egiziano, il 25 gennaio 2011, diede inizio ad una rivoluzione pacifica volta a richiedere condizioni di vita dignitose e libertà, oltre alla caduta del regime. In tale quadro, l’11 febbraio 2011, Mubarak annunciò le proprie dimissioni, consegnando i propri poteri in mano all’esercito e trasferendosi a Sharm el-Sheikh, sul Mar Rosso. Nel 2012, Mubarak venne condannato all’ergastolo per coinvolgimento nell’omicidio di 239 manifestanti uccisi durante la rivolta di 18 giorni, per poi essere assolto nel 2017. Nel mentre, nel 2015, venne condannato insieme ai suoi due figli per l’uso indebito di fondi pubblici.

Molti egiziani che hanno vissuto al tempo di Mubarak affermano di aver vissuto in un’epoca caratterizzata da ” autocrazia e capitalismo clientelare”. Nel corso del proprio mandato, Mubarak ha messo in atto riforme, ma ha, al contempo, impedito cambiamenti significativi, presentandosi come l’unica forma di protezione dell’Egitto contro la militanza e la divisione settaria. L’incapacità di mantenere le ripetute promesse di cambiamento è stata ciò che ha acuito, nel tempo, il malcontento pubblico di coloro che desideravano un futuro democratico.

La dura posizione di Mubarak in materia di sicurezza, anche contro gruppi islamisti, gli ha permesso di mantenere il trattato di pace con Israele, l’accordo di Camp David del 1978. L’Egitto è rimasto, poi, un alleato chiave degli Stati Uniti nella regione, ricevendo 1.3 miliardi di dollari all’anno in aiuti militari statunitensi fino 2011. WikiLeaks ha descritto Mubarak “un vero realista, cauto e conservatore, che ha poco tempo per obiettivi idealistici “. Alcuni sostengono che l’influenza regionale dell’Egitto sia diminuita durante la presidenza di Mubarak, concentratosi per buona parte sugli affari interni, mentre altre nazioni arabe assumevano maggiore rilevanza nel panorama internazionale.

Secondo alcuni, il ruolo di Mubarak può essere compreso se lo si intende come la figura a capo della vera fonte di potere, quello militare. Alcuni attivisti e analisti sostengono che Mubarak continuerà a essere il simbolo di una rivoluzione voluta da una popolazione frustrata, che non solo ha tentato di rovesciare il regime, ma ha mirato a una riforma più ampia dell’intero sistema, anche dopo la sua caduta. Nel frattempo, le istituzioni e i sistemi di sicurezza che Mubarak ha tanto preservato hanno resistito.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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