Coronavirus in Italia: la preoccupazione delle imprese spagnole

Pubblicato il 25 febbraio 2020 alle 10:59 in Italia Spagna

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L’insorgere di focolai di coronavirus e la quarantena di almeno 50.000 persone nel nord Italia che ne è conseguita rappresentano una battuta d’arresto per gli interessi di un gruppo di società spagnole con una grande presenza nel nostro Paese. Il blocco di parte della popolazione e la riduzione delle attività in tutto il nord Italia rappresenta un problema per la Inditex, proprietaria di marchi quali Zara e Massimo Dutti, e per il settore del turismo, in particolare per le due catene alberghiere  NH Hoteles e Meliá e par la società IAG, che opera numerosi voli verso le città italiane attraverso le sue compagnie aeree. Anche ai gestori delle autostrade, Abertis, teme un eventuale calo del traffico stradale.

NH Hoteles ha circa 50 hotel in Italia, di cui metà concentrati nel nord, dove si accumula la stragrande maggioranza degli oltre 230 contagiati. In particolare, la società ha 12 hotel a Milano, il numero più alto tra le città italiane, anche più che a Roma. Nel mercato italiano, una delle maggiori destinazioni turistiche globali, la catena ha un fatturato di 290 milioni di euro, secondo i bilanci della società dell’anno 2018. Un’altra società alberghiera, Meliá, ha sei hotel distribuiti in Italia, di cui metà si trovano nel capoluogo lombardo. Le catene alberghiere spagnole hanno comunicato ai clienti di essere in contatto continuo con le autorità italiane.

Il gigante del tessile Inditex ha aperto nel 2018 uno dei suoi più grandi flagship store a Milano, la città della moda. In tutto il paese impiega 8.600 persone, una cifra superata solo nella Repubblica Popolare Cinese, in Francia e in Russia secondo i conti annuali dell’azienda. Amancio Ortega ha aggiunto 390 negozi dei diversi marchi del gruppo al 31 gennaio 2019. La società catalana Mango, che ha una ventina di negozi in Italia e una fabbrica, ha fatturato 32,5 milioni di euro nel paese nel 2018.

La popolazione confinata in casa, il telelavoro e il timore a recarsi nelle regioni settentrionali potrebbe avere un altro derivato: meno spostamenti lungo la rete stradale del nord Italia, una tendenza che va contro il road manager spagnolo Abertis, che nel 2018 ha investito 467,3 milioni di euro nelle autostrade del nostro paese, secondo Bloomberg. Abertis è presente in Italia attraverso il gruppo italiano A4 Holding, che controlla oltre l’85% delle autostrade del Veneto (235 chilometri). Le sue risorse principali sono l’autostrada A4, conosciuta come La Serenissima, una delle autostrade con la più alta densità di traffico nel Paese, e la A31 (89 chilometri).

Sempre in ambito stradale, la Sacyr ha aumentato la sua presenza alla fine dell’anno in Italia: il consorzio composto dal gruppo spagnolo (49%) e dal suo partner italiano Fininc (51%) hanno vinto l’appalto per il miglioramento e il funzionamento dell’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria. Nella zona più colpita dal coronavirus, Sacyr costruisce, sempre con Fininc, la Pedemontana Veneta, che si estende per 95 chilometri a nord-est e richiederà un investimento di circa 2,5 miliardi di euro. Del contributo fiscale del gruppo, l’Italia è il secondo paese in cui paga più tasse: l’11% del totale, solo dietro la Spagna, indicato nei suoi conti 2018.

Questa riduzione del traffico stradale potrebbe anche ripercuotersi sulla petrolifera Repsol in quanto l’Italia è il quarto paese in cui ha più stazioni di servizio (320), dietro Spagna, Perù e Portogallo, e il quarto in Europa in cui impiega più personale dopo Spagna, Portogallo e Norvegia.

Le compagnie aeree sono un altro handicappato dalle misure di isolamento attorno al focus del coronavirus. Il gruppo IAG vola verso 18 destinazioni italiane tramite Iberia, British Airways, Vueling e Iberia Express, tra le quali destinazioni molto colpite dal coronavirus: Milano, Bergamo, Genova, Venezia e Bologna.

Da parte sua, la società di infrastrutture di telecomunicazione Cellnex opera in Italia attraverso Galata, Towerco e CommsCon in oltre 12.000 località, secondo quanto afferma la società sul suo sito web. Tra i suoi clienti vi sono i principali operatori di telecomunicazioni in Italia.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

 

di Redazione

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