Violenti scontri a Nuova Delhi durante la visita di Trump in India

Pubblicato il 24 febbraio 2020 alle 16:37 in Asia India

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Nuove manifestazioni violente sono scoppiate nel Nord-Est della capitale indiana, Nuova Delhi, durante il primo giorno della visita di Stato del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Almeno 4 vittime e decine di feriti. 

Le proteste contro la controversa legge sulla cittadinanza indiana sono diventante nuovamente violente, il 24 febbraio, proprio mentre Trump e il primo ministro indiano, Narendra Modi, si stavano recando nello Stato del Gujarat, per le attività previste durante la visita ufficiale di 2 giorni del presidente degli USA. Durante le manifestazioni, 1 poliziotto è stato ucciso e molti altri sono rimasti feriti. Tra i manifestanti ci sarebbero altre 3 vittime. Gli ultimi disordini sono scoppiati dopo che centinaia di sostenitori e oppositori della legge si sono trovati faccia a faccia in una zona della città in cui vivono numerosi cittadini di fede islamica. In tale contesto, la polizia ha tentato di ristabilire l’ordine, anche tramite l’utilizzo di gas lacrimogeni e granate fumogene. 

Le autorità hanno quindi imposto ordini restrittivi ai sensi dell’articolo 144 del codice di procedura penale, che proibisce a più di 4 persone di riunirsi in luoghi pubblici, in 10 località del distretto Nord-orientale di Delhi. La Delhi Metro Rail Corporation (DMRC) ha chiuso i cancelli di entrata e uscita delle stazioni di Jaffrabad e Maujpur-Babarpur, le aree colpite dalla violenza. Gli scontri nell’area sono nati il 23 febbraio, dopo che un leader del partito al potere, il Bharatiya Janata (BJP) del premier Modi, ha dato un ultimatum alla polizia per rimuovere i sit-in dei manifestanti contro la legge sulla cittadinanza. “Ieri gli uomini del leader del BJP, Kapil Mishra, sono venuti a Jaffrabad e hanno minacciato le persone che protestavano contro la legge sulla cittadinanza. La polizia era lì ma non ha fatto nulla”, ha dichairato un attivista di Delhi, Nadeem Khan. “I membri di varie organizzazioni di destra, portati da vari luoghi, hanno lanciato pietre contro le case della gente e hanno picchiato alcune persone. È chiaramente un attacco organizzato e pianificato”, ha aggiunto. 

Il primo ministro dello Stato di Nuova Delhi, Arvind Kejriwal, ha commentato l’accaduto con un post su Twitter: “Notizie molto angoscianti sul disturbo della pace e dell’armonia in arrivo da alcune parti di Delhi”. Questo ha poi esortato il ministro degli Interni federale a “ripristinare la legge e l’ordine” e a garantire “il mantenimento della pace e dell’armonia”. Tali dichiarazioni arrivano dopo che Kejriwal ha inflitto una schiacciante sconfitta al Bharatiya Janata Party del primo ministro federale indiano nelle elezioni statali di Nuova Delhi, che si sono tenute l’8 febbraio. I risultati, resi noti l’11 febbraio, hanno mostrato che la campagna elettorale del BJP, una delle più controverse degli ultimi anni, non ha dato i suoi frutti, poiché gli elettori hanno preferito le politiche sociali a favore dei poveri, di Kejriwal. Il BJP, invece, si era concentrato su temi come la lotta all’immigrazione irregolare e aveva colto l’occasione delle elezioni per raccogliere sostegno a favore della controversa legge sulla cittadinanza, considerata discriminatoria per i musulmani.

Le recenti proteste indiane sono scoppiate quando il Parlamento di Nuova Delhi ha approvato, l’11 dicembre 2019, il cosiddetto “Citizenship Amendment Bill” (CAB), una legge che garantisce la cittadinanza agli immigrati irregolari di numerose minoranze, escludendo solo i musulmani. Tale ondata di regolarizzazioni rischia di alterare fortemente gli equilibri del Paese, sopratutto nel Nord, maggiormente interessato dalle migrazioni. Il CAB garantisce la cittadinanza alle “minoranze perseguitate” di Pakistan, Bangladesh e Afghanistan, purchè non siano di fede islamica. Gli individui che fanno richiesta, tuttavia, devono vivere in India almeno dal 31 dicembre 2014. 

Intanto, la permanenza di Trump in India ha la finalità di rafforzare i legami tra i due Paesi in diversi settori, come quello commerciale e quello della Difesa. Si tratta della prima visita dell’attuale presidente degli USA nel subcontinente indiano e numerose attività sono state previste in questa occasione. Trump è atteso presso la casa dell’eroe dell’indipendenza indiana, il Mahatma Gandhi, e parteciperà all’inaugurazione dello stadio di cricket più grande del mondo. Entrambe le attività si svolgeranno nella città di Ahmedabad, nello Stato di Gujarat, da cui proviene lo stesso primo ministro indiano, Narendra Modi. In occasione dell’arrivo di Trump, Nuova Delhi ha avviato la costruzione di un muro di mezzo chilometro che, secondo i critici, ha la finalità di nascondere alla vista la baraccopoli, abitata da oltre 2.000 persone, situata appena fuori dalla città di Ahmedabad.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano  

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.