Migranti: in 276 sbarcano in Italia, in quarantena

Pubblicato il 24 febbraio 2020 alle 17:49 in Immigrazione Italia

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Sono 276 i migranti a bordo della Ocean Viking che sono sbarcati in Italia, a Pozzallo. Le operazioni di sbarco si sono svolte con alte misure di sicurezza sanitaria. È quanto rivelato, domenica 23 febbraio, dal Ministero dell’Interno.

A tale riguardo, l’agenzia stampa italiana, ANSA, ha altresì specificato che prima di procedere con lo sbarco, il secondo dallo scoppio dell’emergenza del coronavirus, un medico è salito sull’imbarcazione della ONG SOS Mediterranee e Medici Senza Frontiere per i primi controlli dei migranti. Successivamente, l’operazione è proceduta come di consueto, ma questa volta tutti gli operatori impegnati erano muniti di mascherina.

Una volta sbarcati, i migranti sono stati posti in quarantena nel centro di prima accoglienza di Pozzallo, mentre l’equipaggio non è potuto sbarcare, ma è rimasto a bordo della Ocean Viking.

In merito alla situazione, il sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna, ha dichiarato che non vi è motivo per preoccuparsi, dato che la situazione sanitaria è sotto controllo e invariata rispetto a quanto avvenuto in precedenza.

I 273 migranti erano stati tratti in soccorso dalla Ocean Viking a seguito di tre operazioni. La prima era stata condotta martedì 18 febbraio, quando circa 84 persone, stipate su un barcone in legno, sovraffollato e in avaria erano state portate a bordo della ONG francese. Nella stessa giornata si era verificato anche il secondo intervento di soccorso, questa volta giunto in seguito alla segnalazione di Alarm Phone, il servizio telefonico di salvataggio nel Mediterraneo, il quale aveva consentito alla Ocean Viking di trarre in salvo 97 persone. Il giorno successivo, il 19 febbraio, la nave aveva avvistato e soccorso una seconda imbarcazione, con a bordo 92 migranti.

Quasi contemporaneamente, la nave di proprietà della ONG tedesca Sea Watch, la Sea Watch 3, salvava circa 120 persone, tra cui 19 donne e 8 bambini, recuperate da un gommone in difficoltà, a 30 miglia dalle coste della Libia. Nel frattempo, il 24 febbraio, la nave ha condotto due nuove operazioni, a 61 e 36 miglia dalle coste libiche, traendo in salvo, rispettivamente, 54 e 19 migranti. In totale, secondo quanto rivelato dalla ONG tedesca, vi sono attualmente sulla nave 194 persone, tutte in attesa di conoscere il porto sicuro dove sbarcare.

Secondo le stime dell’IOM, dall’1 gennaio al 18 febbraio 2020 i migranti che hanno raggiunto l’Europa sono stati 10.304, di cui 9.696 via mare. Il numero di morti e dispersi ammonta invece a 100, di cui 6 nella rotta del Mediterraneo Centrale, la quale vede la Libia tra i principali porti di partenza, 31 nella rotta occidentale, la quale coinvolge Marocco e Algeria, e 63 nella rotta orientale, il cui principale porto di partenza è la Turchia. 

Per quanto riguarda l’Italia, il Dipartimento per la Pubblica Sicurezza del Viminale rende noto che dall’1 gennaio al 24 febbraio 2020 sono sbarcati in Italia 2.341 migranti che, se paragonati alle cifre dello stesso periodo dell’anno precedente, quando ne erano sbarcati 262, rappresentano il 793% in più. Coloro che sbarcano in Italia provengono principalmente dal Bangladesh, dall’Algeria, dal Sudan, dalla Costa d’Avorio, dalla Guinea, dalla Tunisia, dalla Somalia, dal Marocco, dal Mali e dall’Iraq.

Al fine di fronteggiare al meglio il fenomeno migratorio, l’Italia aveva sottoscritto, nel 2017, con la Libia un Memorandum d’intesa in materia di immigrazione. Con tale protocollo, in scadenza nel febbraio 2020, l’Italia si impegnava a finanziare le infrastrutture di accoglienza della Libia e a fornire sostegno alle autorità per il contrasto all’immigrazione irregolare. Già lo scorso 3 febbraio, però, all’indomani del rinnovo dell’accordo per ulteriori 3 anni, il ministro dell’Interno del Governo di Accordo Nazionale della Libia, Fathi Bashaga, si era recato a Roma per incontrare il suo omologo italiano, Luciana Lamorgese, e il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, per esaminare nel dettaglio tutti i punti dell’intesa alla luce del contesto attuale. Poco dopo, il 9 febbraio, la Farnesina aveva di aver inviato alla Libia l’accordo rivisto, il quale, secondo Roma, introduce importanti modifiche tese a garantire maggiori tutele ai migranti. Ciò deriva dalle critiche attirate in precedenza dal memorandum in merito alle condizioni dei centri di detenzione, dei migranti e dei richiedenti asilo. 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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