Italia: la reazione alle parole di Netanyahu

Pubblicato il 24 febbraio 2020 alle 12:55 in Israele Italia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’Italia ha espresso preoccupazione, con una dichiarazione ufficiale rilasciata dal Ministero degli Affari Esteri, per l’annuncio di Israele in merito alla costruzione di nuove unità abitative a Gerusalemme Est.

Nello specifico, il governo israeliano, nella persona del premier, Benjamin Netanyahu, aveva annunciato, lo scorso 20 febbraio, la costruzione di circa 5.000 nuove abitazioni, di cui 2.200 nell’insediamento di Har Homa e 3.000 nell’insediamento di Ghivat ha-Matos, a Gerusalemme Est, in grado di ospitare nel complesso 10.000 persone. Del totale, inoltre, circa 3.000 alloggi saranno esclusivamente destinati alla popolazione ebraica.

Secondo quanto riferito, le 5.000 nuove unità abitative costituiranno una città israeliana di medie dimensioni. L’obiettivo finale, secondo le dichiarazioni di Netanyahu, è unire le aree divise in una Gerusalemme unificata.

Da parte sua, la controparte palestinese ha mostrato il proprio dissenso in merito all’annuncio di Netanyahu, il quale è stato definito una “distruzione sistematica” della soluzione a due Stati, volta ad applicare il Piano di pace proposto da Trump il 28 gennaio scorso.

In maniera simile, anche l’Italia, in linea con l’Unione Europea, ha dichiarato di considerare illegali gli insediamenti nei territori occupati. In tale quadro, ha aggiunto il Ministero degli Esteri di Roma, diviene difficile raggiungere una soluzione accettabile da entrambe le parti.

Alla luce di ciò, l’Italia ha invitato il governo israeliano a riconsiderare la propria decisione, dal momento che per Roma soltanto una soluzione a due Stati, entrambi con Gerusalemme come capitale, potrà assicurare la pace tra Israele e territori palestinesi.

Il “Piano per la Pace in Medio Oriente” è stato svelato dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, il 28 gennaio. Il documento, articolato in 181 pagine, prevede una soluzione a due Stati. Da un lato, Israele, il quale eserciterebbe il controllo sull’intera città di Gerusalemme, capitale del Paese, e manterrebbe i propri insediamenti nei Territori palestinesi, la cui espansione verrebbe limitata per quattro anni. Dall’altro lato, una entità parastatale palestinese, con Al-Quds come capitale, la quale beneficerà di 50 miliardi di dollari di investimenti internazionali e comprenderebbe alcune porzioni esterne di Gerusalemme Est. Il para-Stato palestinese non avrebbe un esercito proprio e avrebbe l’obbligo di rispettare criteri di sicurezza, sottoposti al controllo israeliano, tra cui la rinuncia alla violenza.

Una delle questioni centrali della proposta di Trump è il ridisegno dei confini israeliani, i quali, nella proposta di Trump, penetrano in profondità nel territorio della Cisgiordania. L’entità para-statale palestinese sarebbe circondata da un Israele allargato, i cui insediamenti e le strade per raggiungerli sarebbero accessibili solo per gli israeliani. Il destino di Gaza, invece, appare meno chiaro, con la possibilità che venga inclusa nel para-Stato palestinese, ma attraversata da tunnel che la colleghino alla Cisgiordania. Per quanto riguarda la Valle del Giordano, estremamente fertile e già fortemente contesa tra le due parti, il piano americano prevede di fatto il controllo di Israele. La proposta americana è stata immediatamente respinta dai leader palestinesi, i quali la hanno definita un’inaccettabile resa a Israele che calpesta le storiche aspirazioni di tutto il popolo palestinese.

In tale quadro, il 2 marzo prossimo, Benjamin Netanyahu concorrerà nuovamente per la carica di primo ministro, per la terza elezione 12 mesi. In entrambi i casi precedenti, il 9 aprile e il 17 settembre, non si è riusciti a ottenere una maggioranza con cui formare il governo. Alla luce di ciò, Netanyahu rimarrà in carica come primo ministro ad interim fino alla nomina del nuovo esecutivo.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Jasmine Ceremigna

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.