Elezioni in Iran: vincono i conservatori, ma con un’affluenza molto bassa

Pubblicato il 24 febbraio 2020 alle 19:55 in Iran Medio Oriente

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I conservatori iraniani domineranno il nuovo parlamento del Paese, dopo le elezioni del 21 febbraio, che sono state caratterizzate, però, dalla più bassa affluenza elettorale dalla fondazione della Repubblica Islamica. 

I risultati del Ministero degli Interni di Teheran mostrano che i conservatori si sono assicurati almeno 219 seggi su 290 nel Parlamento iraniano, noto anche come Majlis. Tuttavia, 11 seggi saranno attribuiti in una seconda elezione, prevista per aprile. Il nuovo parlamento conterà anche 20 riformisti e 35 indipendenti. Inoltre, sono garantiti 5 seggi per le minoranze religiose del paese: zoroastriani, ebrei, assiri, cristiani caldei e cristiani armeni. Nella capitale, Teheran, i conservatori hanno vinto tutti i 30 seggi, con l’ex sindaco e comandante dei Guardiani della Rivoluzione Islamica (IRGC), Mohammad Bagher Ghalibaf, in cima alla lista. Prima delle elezioni, il blocco conservatore di Ghalibaf era alleato con l’ultra conservatore Fronte Paydari, o Fronte per la Stabilità della Rivoluzione Islamica. Quest’ultimo è guidato da Morteza Agha Tehrani, studioso e politico ultra conservatore che sostiene i principi che hanno portato alla rivoluzione iraniana del 1979. Ghalibaf, invece, è un tecnocrate che ha recentemente coltivato ambizioni politiche.

Secondo il Ministero degli Interni, l’affluenza alle urne in tutto il Paese si è attestata intorno al 42,5%, il più basso dalla Rivoluzione Islamica. Nelle precedenti elezioni parlamentari, l’affluenza nazionale aveva superato il 60%. A Teheran, l’affluenza è stata particolarmente bassa, pari al 25%. Un calo molto importante, rispetto al 50% delle ultime votazioni. Lodando la brillante prestazione della nazione iraniana nelle elezioni del 21 febbraio, il leader supremo del Paese, l’Ayatollah Khamenei, ha dichiarato che tali momenti portano alla sconfitta di tutti gli opportunisti e smentiscono le campagne mediatiche dei nemici. Tuttavia, secondo quanto ha riferito l’agenzia di stampa iraniana, IRNA, Khamenei ha sottolineato l’importanza che tutti i cittadini rimangano vigili e pronti a contrastare e sventare eventuali attacchi contro l’Iran. Il regolare svolgimento delle elezioni e la grande partecipazione, in ogni caso, hanno dimostrato che non esiste nessuna contraddizione in Iran tra religione, libertà e democrazia, secondo Khamenei. 

L’elezione parlamentare iraniana rappresenta, secondo diversi analisti, un test significativo per comprendere gli equilibri di forza tra i diversi blocchi politici e, in particolare, tra conservatori e riformisti. Non da ultimo, le elezioni del 21 febbraio hanno anticipato i possibili scenari per le elezioni presidenziali, previste per l’estate del 2021. Al momento, i risultati preliminari mostrano che i conservatori otterranno una maggioranza considerevole. “Finora, 42 seggi del Parlamento sono stati già assegnati ai rispettivi candidati”, ha riferito la televisione di Stato, il 22 febbraio. I vincitori erano tutti sostenitori della linea dura, i conservatori guidati da Mohammad Bagher Qalibaf, che dovrebbe essere il prossimo speaker del Parlamento.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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