Coronavirus: l’Africa ancora fuori pericolo ma il rischio è alto

Pubblicato il 24 febbraio 2020 alle 11:13 in Africa Cina

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Quasi tutti i Paesi africani hanno messo in atto una serie di misure preventive, in particolare controlli severi agli ingressi, soprattutto negli aeroporti, al fine di arginare il contagio da coronavirus. Al momento, però, l’unico caso sospetto si trova in Egitto. I presunti contagi registrati in Costa d’Avorio, Kenya, Etiopia e Botswana hanno dato tutti esito negativo. Nel frattempo, le compagnie aeree africane, tranne l’Ethiopian Airlines, hanno cancellato i voli di linea per la Cina.

Secondo uno studio della rivista medica Lancet, Egitto, Algeria e Sudafrica sono i Paesi africani a più alto rischio di contagio da coronavirus, in particolare per l’elevato numero di viaggi e le intense relazioni commerciali con la Cina. Le misure adottate dai Paesi africani includono lo screening della temperatura nei punti di ingresso, le raccomandazioni a evitare viaggi in Cina e la diffusione di informazioni sanitarie avanzate sia al personale medico sia al pubblico generale. Tuttavia, secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, l’Africa risulta mal equipaggiata per affrontare la minaccia e i governi devono cercare di fare di più per aumentare i controlli e identificare rapidamente i casi sospetti. La maggior parte dei sistemi sanitari risulta obsoleta e inadeguata a gestire casi di pandemia influenzale.

Il direttore generale dell’OMS, Tedros Ghebreyesus, ha detto di essere seriamente preoccupato per la diffusione del virus in Paesi con sistemi sanitari deboli, come molti Paesi africani. A gennaio, l’organizzazione ha dichiarato il coronavirus un’emergenza sanitaria mondiale. Sebbene l’Egitto sia l’unico Paese del continente ad aver registrato un caso di contagio da coronavirus, l’OMS ha già identificato 13 Stati africani che rischiano di più a causa del volume dei loro collegamenti con la Cina. Tra questi, ci sono Algeria, Etiopia, Sudafrica e Nigeria.

Lunedì 24 febbraio, il primo ministro egiziano, Mostafa Madbouly, ha dichiarato che il caso precedentemente confermato di coronavirus sembra essere in recupero. Si tratta di un cittadino straniero che, il 14 febbraio, è stato identificato come infetto e considerato il primo e unico contagiato nel continente. Anche se il paziente rimarrà in ospedale fino al termine del suo quattordicesimo giorno di quarantena, il ministro della Salute egiziano ha confermato che il nuovo test effettuato sull’uomo si è rivelato negativo al coronavirus. Nel frattempo, la scorsa settimana si è concluso il periodo di quarantena anche per i 302 cittadini egiziani tornati a casa dalla città cinese di Wuhan, epicentro del contagio. Nessuno di loro ha mostrato di aver incubato il virus.

Sul territorio cinese, al momento, 2.592 persone sono rimaste uccise dal virus, mentre più di 77.000 sono i contagiati. Queste le stime ufficiali del governo di Pechino. Nel resto del mondo, invece, altre centinaia di casi sono stati confermati e i Paesi coinvolti dalla diffusione del coronavirus sono almeno 30.

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Chiara Gentili

di Redazione

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