Siria-Turchia: continuano gli scontri a Idlib, annunciato incontro

Pubblicato il 23 febbraio 2020 alle 9:34 in Siria Turchia

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Il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, ha dichiarato che incontrerà i leader di Russia, Francia e Germania per discutere della situazione a Idlib, il 5 marzo. Intanto, continuano gli scontri, con un’altra vittima nell’esercito turco. 

Erdogan ha rilasciato tali dichiarazioni il 22 febbraio e, lo stesso giorno, il ministero della Difesa di Ankara ha riferito che 1 soldato turco è stato ucciso nella provincia siriana di Idlib, in un attacco dinamitardo effettuato dalle forze governative di Damasco. Si tratta della sedicesima morte militare per la Turchia su territorio siriano, nell’ultimo mese. Separatamente, il ministero della Difesa turco ha dichiarato che le forze armate di Ankara si sono vendicate per l’attacco “spregevole”, distruggendo 21 obiettivi del governo siriano. Il soldato morto nell’esplosione era un meccanico di carri armati che è deceduto durante il trasferimento in ospedale. L’incidente è avvenuto 2  giorni dopo che altri 2 soldati turchi erano stati uccisi in un raid aereo del governo siriano a Idlib.  

Parlando con i giornalisti di Izmir, Erdogan ha annunciato l’incontro del 5 marzo con i leader europei sulla Siria, ma non ha specificato dove si sarebbe tenuto. Il presidente di Ankara ha aggiunto, poi, che la Turchia ha già “delineato una tabella di marcia” per la provincia di Idlib, a seguito di una serie di chiamate, effettuate il 21 febbraio, con il presidente russo, Vladimir Putin, la cancelliera tedesca, Angela Merkel e il presidente francese, Emmanuel Macron. “Ho espresso chiaramente la nostra determinazione”, ha affermato Erdogan. Il leader turco ha più volte minacciato un’operazione “imminente” contro le forze siriane nella regione, la scorsa settimana.

I leader europei, Macron e Merkel, hanno espresso preoccupazione per la situazione umanitaria in Idlib il 21 febbraio e hanno sollecitato la fine del conflitto. Lo stesso giorno, il Cremlino ha affermato che stava discutendo della possibilità di tenere un vertice a 4. Nel frattempo, le Nazioni Unite hanno avvertito che un’escalation nei combattimenti potrebbe finire in un “bagno di sangue” e hanno chiesto un cessate il fuoco immediato. Quasi 900.000 persone, più della metà delle quali sono bambini, sono dovute fuggire dalle proprie case dal 1° dicembre 2019, quando le forze governative siriane, sostenute dalla Russia, hanno intensificato la loro offensiva militare contro la provincia di Idlib, che rappresenta l’ultima enclave dei ribelli in Siria. 

La Turchia ha più volte avvertito la Russia, alleata di Damasco, che avrebbe scelto la via militare se il regime siriano non si fosse ritirato ad Idlib oltre il precedente confine, stabilito dall’accordo di Sochi del 17 settembre 2018. Un portavoce turco ha sottolineato che Mosca era stata “chiaramente” informata sulla posizione di Erdogan nella regione. Tale scambio di vedute è avvenuto durante i colloqui russo-turchi sulla Siria del 17 e 18 febbraio. In questi incontri, il fine che le due parti avevano dichiarato di voler perseguire era quello di evitare un’ulteriore catastrofe umanitaria in Siria. Pertanto, i rappresentanti di Ankara e Mosca avevano concordato di attuare pienamente gli accordi già conclusi su Idlib nei colloqui di Sochi e per prevenire le violazioni del cessate il fuoco. Tuttavia, l’avanzata del regime siriano continua e gli scontri sono all’ordine del giorno. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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