Segretario di Stato USA incontra il nuovo sultano dell’Oman

Pubblicato il 21 febbraio 2020 alle 20:09 in Oman USA e Canada

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Il segretario di Stato degli USA, Mike Pompeo, ha incontrato il nuovo sultano dell’Oman, Haitham bin Tariq, a Muscat il 21 febbraio, nell’ultima tappa del suo tour in Medio Oriente.

Pompeo è il primo rappresentante statunitense ad incontrare il nuovo leader dell’Oman, che è succeduto al precedente sultano, deceduto il 10 gennaio scorso, all’età di 79 anni. Haitham ha discusso degli “stretti legami” tra Oman e Stati Uniti con Pompeo, secondo quanto ha riferito l’agenzia di stampa ufficiale del Paese mediorientale. Il ministro degli Affari Esteri dell’Oman, Yusuf bin Alawi Abdullah, ha accolto Pompeo al suo arrivo a Muscat. Il rappresentante dell’esecutivo omanita ha dichiarato che il suo governo è in contatto con gli Stati Uniti e l’Iran e ritiene che esista la possibilità di avviare un dialogo tra i due Paesi. Tuttavia, la visita di Pompeo in Oman durerà solo alcune ore, secondo quanto riferisce il New York Times

Pompeo è arrivato in Oman dopo aver lasciato Riad, la capitale dell’Arabia Saudita, dove ha ribadito al principe ereditario, Mohammed bin Salman, che “gli Stati Uniti sono vicini all’Arabia Saudita di fronte alla continua minaccia rappresentata dal regime iraniano”. La visita del segretario di Stato USA a Riad era durata, invece, 3 giorni e aveva avuto inizio il 19 febbraio. Il tour diplomatico di Pompeo giunge  in un clima particolarmente teso per quanto riguarda le relazioni tra Washington e Teheran, acuitesi ulteriormente con l’uccisione del generale iraniano a capo della Quds Force, Qassem Soleimani, il 3 gennaio scorso, a seguito di un raid ordinato direttamente dalla Casa Bianca, contro l’aeroporto internazionale di Baghdad. A tal proposito, anche il 12 febbraio scorso, Pompeo aveva dichiarato che l’Arabia Saudita rappresenta un partner fondamentale per Washington per far fronte al “comportamento destabilizzante” dell’Iran.

In tale contesto, il Sultanato dell’Oman è stato spesso definito un “intermediario” tra Riad e Teheran, per aver tentato più volte di assumere un ruolo di mediatore nelle contese regionali. Tale politica è stata avviata dal precedente sovrano, il sultano Qaboos bin Said al-Said, sostenitore di una convinta politica di non ingerenza ed indipendenza reciproca in Medio Oriente. Non da ultimo, Muscat ha svolto un ruolo cruciale nel riunire i negoziatori di Washington e Teheran ai colloqui preliminari che hanno portato all’accordo sul nucleare del 14 luglio 2015. Il nuovo sultano Haitam ha promesso di proseguire sulla stessa strada del suo predecessore anche in materia di politica estera. In tale quadro, il ministro degli Esteri omanita è considerato tra i politici su cui il sultano Qaboos faceva maggiore affidamento nell’ambito delle relazioni internazionali. Bin Alawi si è recato in visita a Teheran, il 21 gennaio, dove ha incontrato il suo omologo iraniano, Mohammad Javad Zarif. Si è trattato della seconda visita del ministro omanita in terra iraniana del 2020. La prima risaliva al 7 gennaio.

Pertanto, alcuni osservatori si sono detti ottimisti, affermando altresì che l’Oman continuerà a svolgere un ruolo di mediazione sempre più rilevante e soprattutto fondamentale. Dall’altro lato, è stato evidenziato, l’Iran è desideroso di conquistare la fiducia di Muscat e del nuovo sultano. Ciò, hanno affermato alcuni analisti, è una delle carte che Teheran ha utilizzato e potrebbe continuare ad utilizzare per nascondere i propri interventi volti a minare la stabilità della regione del Golfo.  Per altri, invece, l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti stanno cercando di spostare il Sultanato dell’Oman dal “circolo di neutralità”, come appare agli occhi della comunità internazionale, verso uno schieramento più definito, accanto agli altri Paesi del Golfo, e in contrasto con Teheran.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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