Portogallo: primo Sì all’eutanasia

Pubblicato il 21 febbraio 2020 alle 10:58 in Europa Portogallo

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Il parlamento portoghese ha dato il via libera giovedì 20 febbraio allo studio cinque proposte di legge sulla morte assistita grazie al voto della maggioranza dei deputati socialisti e di quelli del Bloque de Esquerda. Prima di entrare in vigore – e aver terminato il procedimento parlamentare – è necessario superare il potere di veto della Presidenza della Repubblicae il parere della Corte costituzionale.

I due maggiori partiti, il Partito socialista (PS, 108 deputati) e il Partito socialdemocratico (PSD, 79) hanno dato ai loro membri la libertà di voto e il risultato non ha smentito le attese. Il progetto  del Partito Socialista è stato quello che ha ricevuto il maggior numero di voti, 127 sui 222 deputati presenti (la camera ne ha 230), seguito dal progetto del Bloco, con 124.

È la seconda volta che la Camera portoghese vota una legge per legiferare in materia. Il primo, nel 2018, ha rifiutato di depenalizzare questa pratica al termine di un voto serrato che si è concluso con una differenza di soli cinque voti. Tuttavia, nel nuovo parlamento, dopo le elezioni dello scorso ottobre, i difensori dell’eutanasia hanno ottenuto più voti degli avversari. Secondo un recente sondaggio dell’Istituto universitario Egaz Moniz, il 50,5% dei portoghesi è favorevole all’eutanasia, il 25,6% contrario e il resto, il 23,9%, è indeciso.

Le cinque proposte, del PS, del Bloco de Esquerda, del partito animalista PAN, dei Verdi e di Iniziativa Liberale, non differiscono nella sostanza: possono solo ricorrere alla morte assistita solo i portoghesi o gli stranieri che risiedano nel paese, maggiorenni, nel pieno uso delle loro facoltà mentali e affetti da una malattia o un infortunio incurabili e insopportabili. In tutti questi casi, le procedure di garanzia richiedono la convalida del paziente fino a quattro volte, il monitoraggio del processo da parte di una commissione medico-legale e il diritto all’obiezione di coscienza da parte degli operatori sanitari.

Il testo dei verdi sottolinea che la morte assistita può essere praticata solo nei centri di salute pubblica, mentre il PAN aggiunge disturbi psicologici ai casi in cui l’eutanasia può essere utilizzata. Nei lavori di commissione parlamentare dovranno essere limate queste piccole differenze.

Il voto contrario del Partito Comunista (PCP) ha rotto la dialettica destra-sinistra. “Si discute qui se lo Stato che nega i mezzi dignitosi per vivere molti milioni di cittadini deve offrire i mezzi per morire con dignità” – ha detto il portavoce António Filipe, che ha ricordato che solo il 25% della popolazione ha accesso a cure palliative “e non precisamente i più poveri”. Filipe ha aggiunto che non vuole la banalizzazione dell’eutanasia che esiste in Belgio e nei Paesi Bassi in Portogallo. Il portavoce del PAN, André Silva, gli ha ricordato che Lenin, già nel 1922, legalizzava l’eutanasia in URSS. Il deputato della formazione di destra radicale Chega, André Ventura, ha risposto che anche Hitler l’ha legalizzata. Spaccatura fra i deputati del Partito socialdemocratico, di centro-destra, con interventi sia a favore che contro la proposta.

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Italo Cosentino, interprete di portroghese

di Redazione

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