Kosovo: incidente diplomatico con la Giamaica, USA considerano il ritiro delle truppe

Pubblicato il 21 febbraio 2020 alle 12:00 in Kosovo USA e Canada

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Il ministro degli Affari Esteri della Giamaica, Kamina Johnson-Smith, ha smentito il riconoscimento dell’indipendenza del Kosovo da parte del proprio Paese. Nel frattempo, gli Stati Uniti hanno annunciato la possibile rimodulazione del contingente inviato a Pristina.

È quanto rivelato dall’agenzia stampa di Pristina, RTK, la quale ha reso noto che l’incidente diplomatico con la Giamaica è sorto dopo che il presidente del Kosovo, Hashim Thaci, aveva annunciato di aver ricevuto, da parte dell’ambasciatrice kosovara negli Stati Uniti, Vlora Citaku, conferma del riconoscimento dell’indipendenza del Paese balcanico da parte della Giamaica.

Nello specifico, Thaci aveva accolto con favore la notizia comunicata dalla sua diplomatica in missione negli Stati Uniti, dichiarando di ritenere il riconoscimento dell’indipendenza del Kosovo da parte della Giamaica il risultato di anni di duro lavoro e lobby. Anche il premier di Pristina, Albin Kurti, aveva ringraziato Kingston per la sua decisione e il ministro degli Esteri, Glauk Konjufca aveva dichiarato di voler iniziare subito a lavorare per l’avvio di relazioni diplomatiche tra i due Paesi.

Eppure, dopo poco, il ministro degli Affari Esteri della Giamaica ha pubblicato un post su Twitter, smentendo il riconoscimento dell’indipendenza del Kosovo da parte di Kingston. Attualmente, dunque, il numero di Stati che hanno riconosciuto Pristina dal 17 febbraio 2008 rimane fermo a 115. Tuttavia, negli anni, 16 Paesi hanno revocato il riconoscimento del Kosovo, portando il totale a 99 Stati sui 193 delle Nazioni Unite. Il primo Stato ad aver ritirato il riconoscimento dell’indipendenza del Kosovo è stato il Suriname, il 27 ottobre 2017. L’ultimo ad aver cambiato idea, invece, è stato il Ghana, l’11 novembre 2019.

Tale questione chiama in causa anche le accuse contro la Serbia, ritenuta dal Kosovo promotrice di una campagna per convincere altri Paesi a ritirare il riconoscimento dell’indipendenza di Pristina, in cambio dell’esenzione del visto per la Serbia. Da parte sua, la Serbia ha negato le accuse, dichiarando che tale gesto costituisce soltanto una dimostrazione di amicizia. 

Nel frattempo, sono sorte tensioni tra il governo di Pristina e l’Amministrazione Trump. Già lo scorso 19 febbraio Gazeta Express aveva rivelato, grazie alle dichiarazioni di alcuni informatori anonimi, che Washington non aveva una buona considerazione di Kurti, ritenuto inaffidabile per via di due ragioni. La prima riguarda la probabile menzogna in merito al ritiro dei dazi al 100% sui beni provenienti dalla Serbia. La seconda fa invece riferimento all’affidamento del premier kosovaro ai diplomatici europei, anziché statunitensi, nella risoluzione della disputa con la Serbia.

In tale clima, l’agenzia stampa del Kosovo ha rivelato, il 21 febbraio, che l’ambasciatore statunitense in Kosovo, Philip Kosnett, ha rivelato a Kurti la possibilità che l’Amministrazione Trump ritiri le proprie truppe dal Paese in caso di mancato ritiro dei dazi sui beni provenienti dalla Serbia.

Anche l’Inviato speciale della Casa Bianca per il ripristino del dialogo tra il Kosovo e la Serbia, Richard Grenell, nonché nuovo direttore dell’intelligence nazionale degli Stati Uniti, sostiene che la rimozione dei dazi sia necessaria per la ripresa delle relazioni tra i due Paesi, in stallo da oltre un anno.

Nello specifico, tale stallo prosefgue da dopo che il Kosovo aveva imposto dazi sui beni importati dalla Serbia in virtù dell’ostruzionismo portato avanti da Belgrado in merito al possibile ingresso di Pristina nell’Interpol.  Nello specifico, la decisione di Pristina di imporre tariffe del 100% sui beni importati dalla Serbia era arrivata mercoledì 21 novembre 2018, ovvero il giorno dopo la votazione sull’ingresso del Kosovo nell’Interpol, tenutasi durante l’Assemblea Generale dell’organizzazione a Dubai. In seguito al risultato, Haradinaj aveva espresso la sua profonda delusione e aveva accusato la Serbia di aver combattuto una feroce campagna contro l’adesione di Pristina all’Interpol. Il 17 ottobre 2019, il primo ministro uscente del Kosovo, Ramush Haradinaj ha ritirato la domanda in merito all’ammissione di Pristina nell’Interpol.

Eppure, a seguito della nomina di Grenell e dell’Inviato Speciale della Casa Bianca per i Balcani Occidentali, Matthew Palmer, il contesto è in evoluzione. In primo luogo, lo scorso 20 gennaio, Serbia e Kosovo hanno concordato il ripristino dei collegamenti aerei commerciali tra Pristina e Belgrado. Tale intesa era stata firmata, lunedì 20 gennaio, a Berlino, nella sede dell’ambasciata degli Stati Uniti, i quali anche in tale occasione avevano fatto da mediatori per il miglioramento dei rapporti economici tra i due Paesi. Successivamente, il 14 febbraio, il Kosovo e la Serbia, con la mediazione degli Stati Uniti, avevano deciso di ripristinare il collegamento autostradale e ferroviario tra i due Paesi.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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