Difesa: si è chiuso il vertice tra Grecia e Turchia

Pubblicato il 21 febbraio 2020 alle 12:58 in Grecia Turchia

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Dopo 4 giorni di lavoro, si è chiuso, giovedì 20 febbraio, il tavolo di dialogo bilaterale tra le delegazioni della Difesa di Grecia e Turchia, avviato per incrementare il livello di fiducia reciproca.

È quanto rivelato dal Ministero della Difesa di Atene, il quale ha altresì aggiunto che la delegazione greca è stata guidata dal ministro, Nikolaos Panagiotopoulos. Il forum di dialogo, aggiunge il Ministero, ha avuto inizio lunedì 17 febbraio, giornata in cui le due delegazioni si sono confrontate sulle iniziative da avviare per ridurre il clima di tensione e scongiurare l’emersione di incidenti.

Nello specifico, l’agenzia stampa turca Anadolu, ripresa dall’Hurriyet Daily News, ha rivelato che la prima giornata è stata principalmente dedicata alla fiducia reciproca e alle precauzioni da adottare in materia di sicurezza, oltre che allo sviluppo di progetti di mutua cooperazione.

Successivamente, il 18 febbraio, le delegazioni di entrambi i Paesi si sono concentrate sulle modalità per incrementare la cooperazione in materia di difesa tra Grecia e Turchia.

Il tavolo di lavoro bilaterale era già stato annunciato lo scorso 6 febbraio, a seguito delle dichiarazioni del presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, il quale aveva messo in dubbio lo status di alcuni isolotti della Grecia nel Mar Egeo, in vista di un vertice telefonico tra i ministri della Difesa dei due Paesi. Nello specifico, Erdogan aveva dichiarato ai giornalisti di ritenere che quest’anno non sia scoppiata una crisi sulla sovranità di Kardak in virtù del fermo mantenimento della posizione da parte di Ankara, la quale aveva dichiarato che avrebbe risposto a un’eventuale azione di Atene. Tali parole erano state intese come un invito lanciato dal ministro della Difesa di Ankara al suo omologo greco a trattenersi dal condurre azioni nel Mar Egeo.

Tali parole erano tuttavia state smentite poco dopo, quando Panagiotopoulos aveva confermato di aver avuto un colloquio telefonico con il suo omologo turco, Hulusi Hakar, ma aveva specificato di non aver ricevuto alcun messaggio da parte di Akar in merito all’isolotto di Imia, evidenziando come il suo omologo non abbia invitato la Grecia a trattenersi dal condurre azioni nel Mar Egeo.

Al contrario, la conversazione aveva riguardato il vertice della NATO di Bruxelles dell 12 e 13 febbraio e il vertice bilaterale sulle misure per innalzare i livelli di fiducia tra Grecia e Turchia, il quale si è tenuto ad Atene.

Reuters rivela che le relazioni tra Grecia e Turchia risultano compromesse per via di molteplici fattori. Principalmente, ad aver incrinato i rapporti tra Ankara e Atene concorrono le dispute in materia di diritti minerari nel Mar Egeo, all’interno delle quali si inserisce la controversia sulle trivellazioni condotte dalla Turchia a largo delle coste di Cipro, ricche di gas naturale.

In particolare le isole del Mar Egeo sono nuovamente oggetto di discussione tra Grecia e Turchia a partire dallo scorso 16 gennaio, quando due caccia F-16 turchi avevano sorvolato l’isolotto greco di Kinaros. Poche ore prima, il ministro degli Esteri della Turchia, Mevlut Cavusoglu, aveva messo in dubbio la sovranità della Grecia su alcune isole dell’Egeo. Ankara aveva così chiesto l’avvio di un processo di dialogo per discutere della sovranità sulle isole, ma la Grecia aveva risposto che lo status giuridico del Mar Egeo e delle isole che ne fanno parte risulta disciplinato da trattati internazionali, motivo per cui “non vi è spazio per le dispute”.

Successivamente, però, Akar aveva richiesto alla Grecia di demilitarizzare 16 isole dell’Egeo, nei pressi delle coste turche, ritenute illecitamente armate, e da quel momento sono continuati i voli non autorizzati degli aerei caccia F-16 turchi all’interno dello spazio aereo ellenico, in corrispondenza delle isole dell’Egeo. Tali sorvoli hanno finora riguardato Lisso, Arkioi, Oinouses, Panagia, Farmaco e Gaidaro.

In aggiunta, il 30 gennaio, Panagiotopoulos era stato informato della presenza all’interno delle acque della Grecia di una nave da esplorazione della Turchia, la Oruc Reis. In risposta, già la mattina seguente, Atene aveva inviato una fregata, la Nikiforos Fokas, e un aereo caccia F-16 dell’aviazione greca, temendo che le intenzioni della Turchia fossero quelle di testare la prontezza di riflessi della Grecia.

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di Redazione

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