Trump nomina Richard Grenell nuovo direttore dell’intelligence degli USA

Pubblicato il 20 febbraio 2020 alle 16:13 in USA e Canada

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Il presidente Donald Trump ha nominato l’attuale ambasciatore in Germania, Richard Grenell, come direttore dell’intelligence nazionale degli Stati Uniti. 

Grenell è stato nominato direttore ad interim dell’intelligence, uno status temporaneo, il che significa che non dovrà essere confermato dal Senato, a meno che Trump non proponga per lui una posizione permanente. L’ex ambasciatore in Germania prende il posto di Joseph Maguire, un ammiraglio ora in pensione. Trump ha commentato la nomina con un post su Twitter: “Grenell ha rappresentato il nostro Paese estremamente bene e non vedo l’ora di lavorare con lui. Vorrei ringraziare Joe Maguire per il meraviglioso lavoro che ha svolto, e non vediamo l’ora di lavorare di nuovo con lui, forse con un’altra funzione all’interno l’amministrazione!”. Il ruolo di Grenell, spesso accorciato con l’acronimo DNI, è quello di sovraintendere tutto l’apparato di spionaggio e intelligence degli Stati Uniti e riferire direttamente al presidente. 

Richard Grenell è stato ambasciatore degli Stati Uniti in Germania a partire da maggio 2018. Trump lo aveva poi nominato Inviato speciale della Casa Bianca per negoziare tra Kosovo e Serbia. Nel corso della sua carriera, l’inviato presidenziale era stato anche ambasciatore per gli USA presso le Nazioni Unite, durante la presidenza di George W. Bush, oltre che uno dei primi sostenitori della campagna elettorale di Trump nel 2016.  Si tratta, inoltre, del primo membro apertamente gay del gabinetto dell’attuale presidente. Nonostante la lunga carriera diplomatica, la nomina di Grenell ha suscitato numerose critiche.

Susan Hennessey, ricercatrice in Sicurezza Nazionale degli Studi di Governance presso la Brookings Institution, ha scritto su Twitter: “Non solo si tratta di una sfacciata politicizzazione dell’intelligence, ma anche con qualcuno che è assolutamente incompetente per un importante ruolo nel settore della sicurezza”. Il suo rapporto personale con Trump appare come la motivazione principale della nomina, secondo i più critici, anche dato il supporto di Grenell a Trump durante il processo per l’impeachment. Samantha Powers, ambasciatrice presso le Nazioni Unite sotto la presidenza di Barack Obama, ha scritto che la nomina di qualcuno così apertamente politico a capo dell’intelligence è “una parodia”. Infine, il senatore democratico, Mark Warner, ha dichiarato che “il Presidente ha selezionato un individuo senza alcuna esperienza nell’intelligence per essere a capo di tale settore”.

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Maria Grazia Rutigliano

 

 

di Redazione

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