Somalia: al-Shabaab colpisce obiettivi militari vicino alla capitale, uccisi 12 soldati

Pubblicato il 20 febbraio 2020 alle 9:16 in Africa Somalia

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L’organizzazione somala di al-Shabaab ha colpito una base militare vicino alla capitale, Mogadiscio, mercoledì 19 febbraio, utilizzando un’autobomba, guidata da un attentatore suicida, e una decina di uomini armati. Almeno 12 soldati sono rimasti uccisi nel corso dell’offensiva, al termine della quale i militanti sono riusciti a prendere momentaneamente il controllo della base, nota con il nome di El-Salini e situata a circa 60 chilometri da Mogadiscio. L’attentato dimostra che, nonostante gli sforzi delle truppe governative, al-Shabaab continua a mantenere una notevole capacità di organizzare e condurre offensive armate.

Ricostruendo la dinamica dell’attacco, un agente di polizia di Afgoye, nella regione del Basso Scebeli, Nur Ahmed, ha riferito che, prima, un attentatore suicida si è fatto esplodere all’interno di un veicolo, davanti alla base di El-Salini, poi, un gruppo di uomini armati ha fatto irruzione nel campo occupandolo temporaneamente. Dopo l’arrivo dei rinforzi, tuttavia, l’esercito è riuscito a riprendere il controllo della postazione militare. “Prima di fuggire, hanno preso armi e munizioni, tra cui cannoni antiaerei appesi su pickup”, ha chiarito Ahmed, confermando che 12 soldati sono stati uccisi mentre il comandante della base è rimasto ferito.

Nel frattempo, quasi contemporaneamente all’attacco di El-Salini, le truppe dell’Unione Africana sono riuscite a respingere un secondo attentato, anche questo effettuato con un’autobomba esplosa all’altezza di un ponte che porta alla base militare di Qoryooley, 95 chilometri a Ovest di Mogadiscio. “I terroristi hanno effettuato un duplice attentato alle basi militari di Qoryooley ed El-Salini ma i nostri coraggiosi ragazzi li hanno respinti. Al-Shabaab ha subito gravi perdite e adesso l’esercito ha il pieno controllo in entrambe le aree”, ha detto Mohamed Adan, comandante somalo di una città vicina. “Hanno distrutto parte del ponte che conduce all’ingresso di Qoryooley usando un veicolo carico di esplosivo”, ha aggiunto.

Le truppe dell’Unione Africana, operative nell’ambito della missione AMISOM, supportano le operazioni antiterroristiche condotte dal governo contro i combattenti di al-Shabaab. L’organizzazione ha rivendicato la responsabilità di entrambi gli attacchi affermando che i suoi militanti “hanno catturato una considerevole quantità di rifornimenti militari”. Il gruppo, affiliato ad al-Qaeda, combatte da più di un decennio per rovesciare il governo somalo, sostenuto dalle Nazioni Unite, e prendere il potere imponendo la propria visione della legge islamica. A tal proposito, Mogadiscio è regolarmente colpita dai militanti del gruppo. Uno degli ultimi attentati più devastanti, per numero di vittime, risale al 29 dicembre 2019, quando un’altra autobomba è stata fatta esplodere nel centro della città. Si è trattato dell’attacco più letale avvenuto nel Paese negli ultimi due anni. Il bilancio dei morti è stato di 81 persone.

I militanti di al-Shabaab sono stati cacciati dalla capitale nel 2011 ma, nonostante la presenza dell’AMISOM, che conta circa 20.000 uomini, e nonostante l’aumento di attacchi aerei da parte degli Stati Uniti, i jihadisti si sono dimostrati incredibilmente resistenti. In seguito al ritiro del 1994, le truppe americane sono tornate a operare in Somalia nel gennaio 2007. Il 13 febbraio 2020, in una dichiarazione dell’ambasciata americana a Mogadiscio, gli Stati Uniti hanno affermato di voler continuare a fornire assistenza militare all’esercito somalo e di voler rafforzare le operazioni terroristiche contro le milizie affiliate ad al-Qaeda.

Il Country Report on Terrorism 2018 del governo degli Stati Uniti, come quello del 2017, ha inserito la Somalia tra i rifugi sicuri per il terrorismo in Africa, insieme alla regione del Lago Ciad e alla zona trans-sahariana. Il report riferisce che i terroristi somali utilizzano diverse aree del Paese per architettare e condurre attentati a causa dell’incapacità delle forze di sicurezza locali di attuare riforme e di adottare una legislazione utile ad innalzare la difesa della Somalia. Nel febbraio del 2017, il presidente Mohamed Abdullahi Mohamed, ha dichiarato lo Stato di guerra contro il gruppo terroristico.

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Chiara Gentili

di Redazione

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