Catalogna: Torra pretende un mediatore internazionale per trattare con Sánchez

Pubblicato il 20 febbraio 2020 alle 12:04 in Europa Spagna

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Il presidente della Generalitat di Catalogna, Quim Torra, ha chiesto al presidente del governo, Pedro Sánchez, di accettare un “mediatore internazionale” per il dialogo tra il governo centrale e l’esecutivo di Barcellona, mantenendo così il requisito di una figura che Sinistra Repubblicana di Catalogna (ERC), alleato di Torra a Barcellona e i cui voti sono fondamentali per Sánchez a Madrid, considera “non essenziale”. Torra ha inoltre offerto, in una lettera al capo del governo, diversi giorni alternativi al prossimo lunedì 24 febbraio, data in cui Sánchez intendeva convocare il tavolo negoziale.

“Mi dispiace che questo dialogo non abbia avuto inizio con il piede giusto” – afferma il presidente catalano in una lettera indirizzata al capo del governo Pedro Sánchez, per rispondere alla sua proposta di istituire il tavolo il prossimo lunedì 24 febbraio, affermando che l’avviamento del negoziato era stato deciso unilateralmente e “senza accordo”.

Nella sua lettera, Torra ribadisce che “fare proposte per una data di incontro attraverso i media, senza aver concordato l’agenda di entrambe le parti, non è il modo di dimostrare che si desidera un dialogo onesto e fruttuoso” ed esprime inoltre la sua “sorpresa” per il fatto che la proposta del 24 febbraio fosse stata resa pubblica “venti minuti dopo averla presentata al mio governo”.

“Lei ed io avevamo deciso al Palau de la Generalitat che la data, così come il luogo dell’incontro e l’ordine del giorno, sarebbero stati fissati attraverso squadre tecniche designate da entrambi ” – scrive ancora Torra a Sánchez, affermando di essere disposto a risolvere tali questioni quanto prima.

Sulla proposta del governo di istituire il tavolo negoziale, Torra spiega che non è possibile avviarlo il prossimo lunedì 24 febbraio “per motivi di natura personale e privata” e offre come opzioni per tenere quella prima riunione venerdì 21 Febbraio, domenica 23 o la prossima settimana, mercoledì 26, giovedì 27 o venerdì 28 febbraio.

La lettera di Torra specifica in due punti i contenuti che il governo catalano desidera affrontare nella riunione. Il primo di questi, “la risoluzione del conflitto politico” si compone di due sezioni: “riconoscimento ed esercizio del diritto all’autodeterminazione” della Catalogna e “fine della repressione, amnistia e riparazione”.

La seconda questione che il leader indipendentista intende affrontare, secondo la lettera, sono le “condizioni favorevoli al negoziato”, suddivise in tre sezioni: programma di lavoro, sistema di convalida e proposta di mediazione internazionale e riconoscimento di tutte le parti in conflitto, “compresi prigionieri politici ed esiliati”.

Torra, che ha incontrato Sánchez il 6 febbraio a Barcellona, da allora ha raffreddato il calendario della tabella di dialogo, con la sua richiesta di un “mediatore internazionale”, una pretesa che il suo partner del governo ERC non vuole trasformare in una condizione innegoziabile per avviare il dialogo e che il governo di Sanchez considera inammissibile, secondo quanto affermato dal vicepresidente e leader di Unidas Podemos, Pablo Iglesias, che parteciperà ai colloqui.

Il portavoce parlamentare di Sinistra Repubblicana al Congresso di Madrid, Gabriel Rufián, che mercoledì 19 febbraio aveva salutato la proposta di Sánchez come “buona notizia” e ha chiesto che si parli “al tavolo dei negoziati e non del tavolo dei negoziati”.

Nel frattempo, la portavoce parlamentare del partito di Torra, Junts per Catalunya, Laura Borràs, insiste sull’importanza di includere la figura di un mediatore inernazionale: “Speriamo che la questione del tavolo negoziale si risolva e se no che la risolva il mediatore” – ha detto.

Le opposizioni di centro-destra e regionaliste criticano duramente il governo per l’atteggiamento nei confronti di Torra che considerano “un golpista”, e accusano Sánchez di destinare alla Catalogna fondi spettanti ad altre Comunità autonome. Forti polemiche ha suscitato la decisione del Minitero della Transizione Ecologica di concedere aiuti per i danni causati dall’uragano Gloria dello scorso 21 gennaio alla Catalogna, alle Baleari e alla Comunità Valenciana ma non alla Regione di Murcia, che il presidente Sánchez aveva visitato di persona promettendo sostegno. L’esecutivo locale lamenta “una decisione ingiusta e ingiustificata” e lascia intendere che gli aiuti siano andati alle regioni governate dal Partito Socialista e da Torra, con cui Sánchez cerca l’intesa, ma non a Murcia, governata dal Partito Popolare.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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