Brasile richiama medici cubani

Pubblicato il 20 febbraio 2020 alle 6:30 in Brasile Cuba

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Il governo brasiliano si prepara a assumere nuovamente parte dei 1.800 medici cubani che rimangono nel paese dopo la rottura dell’accordo di cooperazione con l’Avana nel novembre 2018 dopo gli attacchi del presidente, Jair Bolsonaro, che aveva accusato i professionisti antillani di formare “nuclei di guerriglia” e di non essere professionalmente preparati. Con la rottura dell’accordo, tuttavia, si sono creati 757 posti vacanti a causa dell’abbandono dei medici brasiliani assunti per sostituire i cubani nelle zone più vulnerabili del paese.

Durante la campagna elettorale dell’autunno 2018, Bolsonaro aveva ribadito che i cubani arrivati nel Paese attraverso il programma Mais medicos, istituito dal governo di Dilma Rousseff, erano in Brasile per “formare nuclei di guerriglia” e aveva definito il modello contrattuale “una forma di schiavitù”. I medici cubani hanno lavorato in Brasile attraverso un accordo con Cuba in cui il governo dell’isola ha trattenuto il 70% dello stipendio. L’Avana ha accordi simili con altri paesi che generano entrate per circa 9 miliardi di euro all’anno.

L’esecutivo cubano ha sospeso il programma in seguito alle critiche di Bolsonaro e ha rimpatriato parte dei professionisti. Tuttavia, circa 1.800 medici sono rimasti in Brasile e potrebbero ricongiungersi al sistema di assistenza primaria nelle prossime settimane. Il governo brasiliano prepara un annuncio ufficiale entro fine mese che preveda la loro riammissione con un contratto di permanenza di due anni. E non sarà necessario che abbiano superato la cosiddetta “rivalidazione”, prova che consente l’approvazione in Brasile di diplomi ottenuti all’estero.

Secondo i dati del Ministero della Salute di Brasilia, ci sono 757 posti vacanti a causa del costante abbandono di medici brasiliani assunti per sostituire i cubani nei comuni più vulnerabili. Come previsto dal programma Mais medicos, il piano che i cubani occupino tali posti e rafforzino la rete di assistenza primaria nelle città più povere e difficili da raggiungere del Brasile, che storicamente hanno più difficoltà a mantenere i medici brasiliani.

Il Ministero della salute sostiene che la decisione non è del governo, ma risultato di una legge approvata dal Parlamento. Dopo che l’accordo con i cubani fu annullato, il governo creò un nuovo programma, chiamato Medici per il Brasile, attraverso il Congresso Nazionale. Un emendamento parlamentare di un senatore includeva l’eventuale assunzione dei cubani che già appartenevano al programma precedente. Il presidente Bolsonaro ha approvato la legge.

L’anno scorso, il governo aveva già segnalato l’intenzione di riassumere questi professionisti. La coordinatrice del programma, Mayra Pinheiro, si era messa in contatto con alcuni medici attraverso Telegram, anche durante il periodo di transizione del governo.

Ora, con la riassunzione, i medici cubani riceveranno lo stipendio del programma nella sua interezza, che è di circa 12.000 reais (poco più di 2.500 euro). Il segretario delle cure primarie del ministero della Sanità, Erno Harzheim, spiega che la chiamata sarà specificamente rivolta ai professionisti cubani che lavoravano nelle cure primarie attraverso Mais medicos il 13 novembre 2018, quando Cuba ha annunciato l’abbandono dal programma.

Un altro requisito è che siano rimasti in Brasile fino al 1 agosto 2019, a condizione di residenti naturalizzati, alcuni sposati in Brasile, o che abbiano presentato domanda di asilo. Quello è stato il giorno in cui è stato ufficialmente creato il nuovo programma governativo, Medici per il Brasile. “Non verrà convocato un concorso pubblico. Saranno convocati tutti i 1.800 medici cubani che soddisfano questi criteri” – afferma Harzheim.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo e portoghese

di Redazione

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