Attacco con coltello in una moschea di Londra

Pubblicato il 20 febbraio 2020 alle 20:55 in Europa UK

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Un uomo di 69 anni è stato accoltellato in una delle più grandi moschee della capitale del Regno Unito, Londra, il 20 febbraio. Che cosa sappiamo al momento. 

La vittima è stata identificata da alcuni testimoni presenti durante l’attacco. Questi hanno dichiarato che si trattava del muezzin che guida la chiamata alla preghiera, noto come Raafat, un uomo di 69 anni, che è stato ora trasportato in ospedale. L’uomo si trovava nella parte anteriore della sala durante la preghiera nella moschea centrale di Londra, a Regent’s Park, quando è stato assalito con un coltello, intorno alle 15, ora locale. L’uomo non dovrebbe essere in pericolo di vita, secondo quanto ha riferito la polizia. Abi Watik, un testimone, ha riferito che il muezzin è stato pugnalato una volta alla spalla destra pochi istanti dopo l’inizio delle preghiere. L’assalitore sarebbe stato “silenzioso tutto il tempo”.

Un uomo di 29 anni è stato arrestato sulla scena con l’accusa di tentato omicidio, dopo essere stato bloccato dai fedeli presenti al momento dell’attacco. Un video girato poco dopo l’aggressione mostrava un uomo bianco che indossava una felpa con cappuccio rossa, pantaloni neri, che veniva ammanettato dalla polizia. In un altro filmato si vedeva un coltello sul pavimento sotto una sedia di plastica. Altri testimoni hanno riferito che il sospetto parlava con “un accento londinese” ed era stato altre volte in moschea, anche se la sua ultima visita risaliva ad almeno 6 mesi fa. Al momento, l’incidente non è sta venendo trattato come possibile atto di terrorismo, secondo quanto ha riferito un portavoce della polizia.

Boris Johnson ha commentato l’accaduto su Twitter: “Sono profondamente rattristato dall’attacco alla moschea di Londra. È così terribile che ciò possa accadere, specialmente in un luogo di culto. I miei pensieri sono per la vittima e per tutte le persone colpite”. La moschea centrale di Londra è una delle più grandi del Paese e può contenere 5.000 fedeli. Persone provenienti da tutta la capitale che vi si recano ogni giorno per le preghiere quotidiane. Si ritiene che circa 200-300 fedeli fossero presenti quando si è verificato l’attacco del 20 febbraio.

Sebbene al momento la pista terroristica sia esclusa, l’assalto arriva il giorno dopo che 9 persone sono state uccise, la sera del 19 febbraio, quando un uomo ha aperto il fuoco contro due locali dove si fuma narghilè a Hanau, una città tedesca a meno di 30 km da Francoforte. Gli attacchi sono avvenuti intorno alle 22, ora locale, secondo la polizia. Le immagini reperite dalla stampa indicano che il nome del primo bar attaccato è “Midnight” e il secondo “Arena Bar and Cafe”. Si trovano a circa 2 chilometri di distanza. I due locali colpiti sono noti come “shisha bar” e sono spesso associati al Medio Oriente o all’Asia meridionale. A seguito della sparatoria di Hanau, lo spettro della minaccia terroristica dell’estrema destra appare sempre più pressante in Europa. Una cronologia degli attacchi effettuati da questi militanti in Europa, negli ultimi 10 anni, mostra un clima di forte tensione nel Vecchio Continente. 

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Maria Grazia Rutigliano 

 

di Redazione

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