Argentina: FMI riconosce che debito è insostenibile

Pubblicato il 20 febbraio 2020 alle 9:32 in America Latina Argentina

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L’Argentina ha ottenuto un forte sostegno dal Fondo Monetario Internazionale nella sua strategia di rinegoziazione del debito con i creditori esteri. Al termine di una visita a Buenos Aires durata una settimana, la missione tecnica dell’agenzia ha emesso una dichiarazione in cui si chiede ai possessori privati di obbligazioni argentine di accettare un “sensibile taglio” del debito, che ha ritenuto “non sostenibile” e quindi “non assumibile”, come sostenuto dal governo di Alberto Fernández. I creditori si troveranno dunque a trattare con un governo rafforzato nella sua posizione.

La dichiarazione, inaspettata, soddisfa le aspettative del presidente Fernández, che ancor prima di entrare in carica il 10 dicembre avvertiva che per superare la crisi non sarebbe bastato un programma di scadenze che non includesse anche un taglio di capitale e interessi. Il FMI ha richiesto all’Argentina “un’operazione di debito definitivo”, si tratta di una completa ristrutturazione che consente, una volta per tutte, di bilanciare i conti argentini e rendere attuabile qualsiasi piano di pagamento che ritenga sostenibile.

“Accolgo con favore il riconoscimento da parte dell’FMI della posizione argentina in merito alla trattativa sul debito” – ha scritto Fernandez nel suo account Twitter ufficiale. “Se tutte le parti dimostrano la volontà di concordare, possiamo crescere di nuovo, onorare i nostri impegni e rimettere in piedi l’Argentina” – ha aggiunto.

Fernández deve rinegoziare con gli obbligazionisti circa 100 miliardi di dollari. Il FMI non ha menzionato il prestito per 57 miliardi di dollari che ha concesso all’Argentina nel 2018, di cui ha già erogato 44  miliardi. I pagamenti sono stati sospesi alla fine dello scorso anno, quando è diventato chiaro che il governo di Mauricio Macri non avrebbe potuto rispettare il programma di restituzione concordato a metà 2018. La vicepresidente Cristina Fernández de Kirchner nelle scorse settimane ha chiesto al FMI che preveda una riduzione del debito contratto dall’ex presidente Macri, poiché il denaro era usato per “finanziare la fuga di capitali”. L’FMI ha ricordato che una tale misura è vietata nei suoi statuti.

La dichiarazione di mercoledì 19 febbraio, tuttavia, ha offre a Fernández un’inaspettata boccata di ossigeno, perché il successo di qualsiasi rinegoziazione del debito con gli obbligazionisti privati diventa più facile se ha il supporto del Fondo. Nel testo, firmato dal team guidato da Julie Kosack, vicedirettore per l’emisfero occidentale e Luis Cubeddu, capo missione per l’Argentina, il Fondo ha rivisto i risultati del suo rapporto l’anno scorso, quando ha ritenuto che il debito pubblico argentino fosse “sostenibile, ma non con un’alta probabilità”. I rischi che l’agenzia ha paventato allora “si sono materializzati”, spiega la nota.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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