Siria: ancora bombardamenti su Idlib, atteso un nuovo meeting dell’Onu

Pubblicato il 19 febbraio 2020 alle 9:01 in Medio Oriente Siria

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L’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani (SOHR) ha reso noto che 3 civili sono morti e altri 8 sono rimasti feriti a seguito di un bombardamento condotto contro la città di Turmanin, nel Nord di Idlib. Per il 19 febbraio è attesa una nuova sessione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, volta ad analizzare la situazione in Siria.

Il bombardamento, secondo quanto riferito, si è verificato nella sera del 18 febbraio, ed è stato condotto da aerei russi, definiti “garanti”. Parallelamente, nel corso della giornata del 18 febbraio, un siriano sfollato è stato ucciso a Darat Izza, e un altro è morto a seguito di un attacco aereo russo nella periferia di Ma`rat al-Na`san, nella periferia di Idlib, portando il numero di morti civili in poche ore a 5. Nel frattempo, il quotidiano arabo al-Arabiya ha riportato che centinaia di migliaia di sfollati siriani, provenienti da Aleppo e Idlib, continuano a dirigersi verso il confine siro-turco. Secondo quanto riferito dal quotidiano, le forze del regime continuano a bombardare le aree di confine, luogo di rifugio per gli sfollati, attraverso attacchi condotti sia per mezzo di artiglieria sia di mezzi altamente esplosivi.

In tale quadro, Al-Jazeera ha dichiarato che i gruppi di ribelli hanno subito un gran numero di perdite negli ultimi due mesi, e sono stati altresì costretti a ritirarsi da un gran numero di villaggi e municipalità del Nord della Siria. Ciò, secondo quanto riportato, potrebbe essere stato dovuto all’impiego delle tattiche militari messe in atto dalle forze siriane e russe, che hanno ostacolato le rotte di rifornimento essenziali per i ribelli, oltre ai continui bombardamenti anche contro strutture ed infrastrutture civili.

Il 19 febbraio, l’inviato del Segretario generale delle Nazioni Unite in Siria, Geir Pedersen, informerà gli Stati membri del Consiglio di Sicurezza dell’Onu sugli ultimi sviluppi politici e sul campo verificatisi in Siria. Si prevede che uno dei punti prenderà in considerazione anche il fallimento del Comitato costituzionale, una commissione che avrebbe dovuto redigere una costituzione per la Siria, con il fine ultimo di porre fine al perdurante conflitto. Gli ultimi incontri risalgono al 25 novembre 2019. Pedersen ha più volte ribadito la necessità di preservare la vita dei civili siriani e di avanzare sulla questione del rilascio di detenuti e prigionieri.

La guerra civile in Siria è scoppiata il 15 marzo 2011 ed è tuttora in corso. Metà dei 3 milioni di abitanti dell’area Nord- occidentale del Paese è stata costretta a rifugiarsi in altre zone della Siria, in seguito alle ripetute offensive del presidente siriano, Bashar Al-Assad. La Turchia è sostenitrice dei ribelli, dissidenti del regime. Le forze di Assad hanno dichiarato, il 16 febbraio, di aver preso il controllo nella periferia di Aleppo, registrando, in tal modo, un importante risultato.

Il 10 febbraio, le Nazioni Unite hanno dichiarato che l’offensiva di Mosca e del regime nel Nord Ovest della Siria ha causato lo sfollamento di circa 700.000 civili dall’inizio del mese di dicembre 2019, tra cui 100.000 solo nei sette giorni precedenti. Inoltre, un portavoce dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari, David Swanson, ha affermato che la situazione è sempre più tragica, soprattutto vicino al confine con la Turchia, dove oltre 400.000 persone sono state già costrette a sfollare.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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