L’Iraq attende il nuovo governo

Pubblicato il 19 febbraio 2020 alle 15:46 in Iraq Medio Oriente

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L’ex primo ministro iracheno, Adel Abdul Mahdi, ha evidenziato la necessità di formare un nuovo esecutivo nel minor tempo possibile, mettendo in guardia da un “nuovo vuoto” politico. Le parole giungono dopo un incontro allargato tra i rappresentanti delle diverse componenti politiche.

Si prevede che il nuovo esecutivo sarà formato nel corso dei prossimi sette giorni. Nel frattempo, Mahdi, il 19 febbraio, ha chiesto alle diverse parti impegnate nella formazione del nuovo esecutivo, ovvero blocchi politici, la Camera dei rappresentanti e l’opinione pubblica, di accelerare le proprie procedure, invitandole altresì a facilitare la missione del premier designato il primo febbraio scorso, Mohammed Tawfiq Alawi. Ciò perché, dopo circa tre mesi dalle dimissioni del precedente governo, l’assenza di un esecutivo, a detta di Mahdi, potrebbe esacerbare la crisi in cui versa attualmente il Paese.

Il termine costituzionale stabilito per conferire fiducia ad un nuovo eventuale esecutivo è stato stabilito al 2 marzo prossimo. Sono 22 i Ministeri che Alawi è chiamato a “riempire”. Per tale motivo, sin dal 17 febbraio, sono in corso incontri con i diversi rappresentanti politici. L’ultimo si è tenuto nella sera del 18 febbraio, presso la residenza del presidente della Camera dei Rappresentanti, Mohammed Al-Halbousi. Secondo quanto rivelato dal quotidiano arabo al-Araby al-Jadeed, all’incontro hanno preso parte i leader di diverse coalizioni, tra cui l’alleanza Sairun, il cui principale esponente è il clerico sciita Muqtada al-Sadr, altresì a capo del movimento sadrista.

A detta di fonti del quotidiano, in condizioni di anonimato, nel corso dell’incontro, le forze politiche sunnite e curde hanno posto le condizioni per l’approvazione del primo ministro designato, oltre a ribadire la necessità di spingere verso una equa rappresentazione delle forze politiche all’interno del prossimo governo. Non da ultimo, è stato ribadito che i blocchi avranno il diritto di porre il veto ai nomi dei ministri nell’imminente gabinetto di Alawi durante il processo di voto in Parlamento.

A detta di un esperto di legge, Ali al-Tamimi, il governo di Alawi, se otterrà la fiducia del Parlamento, rappresenterà, in realtà, un semplice sostitutivo dell’esecutivo precedente, di Adel Abdul Mahdi, e il suo ruolo sarà di completare il mandato presidenziale. Tuttavia, è stato spiegato, se le forze politiche vorranno porre fine al governo di Alawi e tenere elezioni anticipate, dovranno sciogliere il Parlamento e, dopo due mesi, si dovranno tenere nuove elezioni.

I manifestanti iracheni sono scesi in piazza dal primo ottobre scorso proprio per richiedere le dimissioni del governo, del Parlamento e del capo di Stato, così come elezioni anticipate sotto l’egida delle Nazioni Unite, una nuova legge elettorale e l’istituzione di un tribunale speciale per i casi di corruzione, che porti davanti alla giustizia responsabili e imputati dal 2003 ad oggi, sul modello del tribunale del precedente regime. Il popolo ha da sempre evidenziato, oltre al malfunzionamento di governo e servizi, anche la disoccupazione, in particolare giovanile. Dopo circa due settimane di pausa, le proteste sono riprese il 25 ottobre scorso e da allora non si sono più placate. In tale quadro, spinto dalle rivolte popolari, l’ex primo ministro, Adel Abdul Mahdi, il 30 novembre 2019, si è dimesso. A partire da tale data, è stato costituito un governo “custode”, ovvero ad interim, e avviato consultazioni che, il primo febbraio scorso, hanno portato alla nomina di Alawi.

Secondo quanto riferito dal vicepresidente del Consiglio dei Rappresentanti iracheno, Bashir al-Haddad, il 17 febbraio, il nuovo governo dovrà tenere conto dell’opinione dei manifestanti, al centro dell’ondata di proteste degli ultimi mesi, oltre a dover essere basato su un principio di “partenariato nazionale”, secondo cui tutte le classi e componenti del Paese siano rappresentate in modo equilibrato. Tali principi sono essenziali, a detta di Haddad, per salvaguardare il tessuto sociale, la pace e la stabilità irachena. A detta di Haddad, si stanno vivendo giorni “cruciali” per l’Iraq, in cui risulta essere fondamentale prestare attenzione e soddisfare le richieste dei manifestanti.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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