Lavrov: “Comprendiamo la necessità dell’Italia di riportare ordine in Libia”

Pubblicato il 19 febbraio 2020 alle 10:45 in Italia Russia

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Al termine del vertice 2+2, che ha riunito a Roma i ministri degli Esteri e della Difesa di Russia e Italia, il capo della diplomazia russa, Sergej Lavrov, ha tenuto una conferenza stampa in cui ha spiegato l’importanza della ripresa dei vertici 2+2 non solo per le relazioni bilaterali, ma anche in ottica del miglioramento delle relazioni Russia-UE, e si è soffermato in particolare sulla crisi libica. Uno scenario in cui Mosca, afferma Lavrov “comprende le necessità dell’Italia di riportare ordine in Libia”, mentre si dice sicuro che Roma possa svolgere un ruolo ponte tra UE e Federazione.

“Abbiamo parlato in dettaglio della decisione adottata nella riunione di ieri del Consiglio dei ministri dell’UE – ha spiegato il ministro degli Esteri russo – La nostra posizione è che è necessario osservare le decisioni del Consiglio di sicurezza dell’ONU e non prendere misure che sarebbero considerate mancanza di rispetto per le prerogative di questo organo supremo delle Nazioni Unite nel mantenimento della pace e della sicurezza internazionali. Le spiegazioni che gli amici italiani ci hanno fornito riguardo ai piani per usare le forze navali, aeree e perfino terrestri dei paesi della UE allo scopo di garantire il regime di embargo sulle armi contro la Libia ci hanno chiarito diverse cose. I colleghi hanno anche promesso di formulare in modo più dettagliato e concreto il concetto che è alla base di questa decisione dell’UE. Ovviamente, se si tratta – e lo è – del rispetto delle decisioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, i meccanismi per l’attuazione di tali decisioni dovrebbero, ovviamente, essere coordinati con il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite – per noi questo è assolutamente non negoziabile. Questa è la posizione che abbiamo trasmesso oggi”. Roma, dunque, può essere un efficace mediatore tra Bruxelles e Mosca.

“La stessa idea è stata chiaramente indicata dal presidente della Federazione russa, Vladimir Putin durante la preparazione e lo svolgimento della conferenza di Berlino sulla situazione in Libia: qualsiasi meccanismo nazionale o regionale non può essere utilizzato solo su richiesta di una parte o di un gruppo di paesi. I colleghi italiani ci hanno assicurato di averlo capito. A questo proposito, durante la discussione abbiamo menzionato la situazione nel 2011, quando il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione che impone l’istituzione di un regime di divieto di volo sulla Libia e ha invitato tutti i paesi interessati a partecipare a garantire il funzionamento di tale regime – ha continuato Lavrov – Ciononostante  i paesi interessati nella persona degli stati della NATO hanno commesso aggressioni contro lo stato libico, facendo riferimento a questa risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’ONU”.

“Lungi da me confrontare le intenzioni dell’Italia e dei suoi partner nell’Unione europea per garantire l’attuazione dell’embargo sulle armi con quelle azioni dei paesi membri della NATO. Comprendiamo perfettamente le ragioni legittime, legali e comprensibili per cui l’Italia vuole mettere in ordine le cose su questo scacchiere, e le ragioni per cui i paesi dell’UE sono interessati a impedire che le armi vengano consegnate illegalmente in Libia. Sono convinto che contattando il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, i nostri colleghi europei saranno in grado di ottenere una soluzione in accordo con lo stesso Consiglio di sicurezza” – ha concluso il capo della diplomazia russa.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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