Iran: il dialogo con l’Italia sulla collaborazione in materia di Intelligenza Artificiale

Pubblicato il 19 febbraio 2020 alle 18:03 in Iran Italia

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L’ambasciatore italiano in Iran, Giuseppe Perrone, ha incontrato il ministro di Teheran per le Tecnologie dell’informazione e della comunicazione, Azari Jahromi.

Il vertice, tenutosi martedì 18 febbraio, è stato annunciato dall’ambasciatore italiano direttamente dal suo profilo Twitter, dove ha inoltre reso noto che i temi in agenda sono stati i progressi negli ambiti di competenza del ministro e le principali sfide da affrontare.

In merito all’incontro, l’agenzia stampa iraniana, FARS, ha dettagliato, mercoledì 19 febbraio, che al centro del vertice vi sono state anche le modalità per incrementare la cooperazione bilaterale tra Italia e Iran in materia di intelligenza artificiale.

L’intenzione di Tehran di incrementare la collaborazione con Roma in tale settore, specifica l’agenzia iraniana, giunge anche in virtù dell’approccio adottato nei confronti dell’Iran da parte dell’Italia, la quale ha promosso la cooperazione nonostante “le pressioni illecite subite dagli Stati Uniti”.

In particolare, l’agenzia rivela che sono diverse le aziende italiane del settore dell’ICT rimaste in Iran nonostante le sanzioni imposte dagli Stati Uniti. In tale clima, Jahromi ha annunciato che Teheran ha intenzione di rafforzare tale legame con l’Italia, insieme ai rapporti commerciali tra i settori privati di entrambi i Paesi.

In aggiunta, rivela FARS, i prossimi step in materia di cooperazione bilaterale potranno includere l’avvio di un negoziato sulla collaborazione nell’ambito dell’economia digitale.

Da parte sua, secondo quanto reso noto dall’agenzia stampa iraniana, l’ambasciatore italiano ha confermato l’interesse dell’Italia a rinnovare e rafforzare la cooperazione con l’Iran, sia in ambito commerciale sia tecnologico, con particolare riferimento all’Intelligenza Artificiale.

L’intenzione dell’Italia di ripristinare l’agenda bilaterale con l’Iran era già stata confermata lo scorso 27 gennaio, quando il ministro degli Affari Esteri dell’Italia, Luigi Di Maio, aveva avuto un colloquio telefonico con il suo omologo in Iran, Javad Zarif.

Poco prima, inoltre, in occasione dell’informativa presso il Senato del 15 gennaio, Di Maio aveva annunciato l’intenzione dell’Italia di intensificare i contatti bilaterali con i vertici iraniani, dapprima a livello settoriale, quindi tecnico, e poi a livello più ampio, dunque politico. In tal senso, il ministro degli Esteri aveva annunciato la necessità di ricostruire l’agenda bilaterale che l’Italia ha con l’Iran.

Per quanto riguarda le relazioni tra i due Paesi, permangono tuttavia le preoccupazioni riguardo la gravità della situazione nella regione del Golfo. A tale riguardo, l’Italia ha più volte invocato gli attori coinvolti a trattenersi dal compiere atti in grado sia di compromettere ulteriormente la situazione sia di favorire l’escalation della tensione. In aggiunta, secondo l’Italia, tutti gli attori interessati devono garantire il proprio impegno a sostenere un processo politico di dialogo e negoziato.

A livello politico, un ulteriore dossier condiviso è il nucleare. A tale riguardo, l’Italia considera l’accordo sul nucleare, il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), un pilastro di sicurezza per tutta l’area del Golfo e, per tale ragione, richiede il suo pieno adempimento.

Tale posizione, rivela il sito del Ministero degli Affari Esteri dell’Iran, è stata confermata anche nel corso del vertice bilaterale tra Di Maio e Zarif dello scorso 16 febbraio, il quale si è tenuto a margine della Conferenza sulla Sicurezza di Monaco.

Il JCPOA era stato firmato il 14 luglio 2015 da Iran, Germania e dai 5 membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, ossia Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Russia e Cina. L’accordo sanciva la sospensione di tutte le sanzioni nucleari imposte precedentemente contro l’Iran dall’Unione Europea, dall’Onu e dagli USA, in cambio della limitazione delle attività nucleari da parte del Paese mediorientale e ispezioni dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica presso gli impianti iraniani.

L’8 maggio 2018, però, l’Amministrazione Trump aveva deciso unilateralmente di ritirarsi dall’accordo sul nucleare con l’Iran, il quale era stato negoziato dalla precedente Amministrazione Obama, causando una frattura profonda nei rapporti tra Washington e Teheran.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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