Grecia e Stati Uniti lanciano esercitazione a fuoco

Pubblicato il 19 febbraio 2020 alle 16:36 in Grecia USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Le forze dell’Aviazione militare della Grecia e degli Stati Uniti hanno tenuto un’esercitazione a fuoco congiunta, impiegando elicotteri da combattimento.

È quanto rivelato, mercoledì 19 febbraio, da The Associated Press, il quale ha altresì reso noto che l’esercitazione si è tenuta ai piedi del Monte Olimpo, nel Nord-Est della Grecia, e conferma il rafforzamento delle relazioni in materia di Difesa tra Washington e Atene.

Nello specifico, l’esercitazione è stata condotta a tre settimane di distanza dalla firma, da parte di Grecia e Stati Uniti, di un accordo in materia di Difesa, il quale ha esteso l’accesso delle Forze Armate statunitensi alle basi militari presenti sul suolo greco.

In aggiunta, sottolinea il sito di notizie, l’esercitazione di mercoledì 19 febbraio giunge nel clima di tensione tra Grecia e Turchia, in risposta al quale Atene sta rafforzando i rapporti e le collaborazioni in materia di Difesa, anche attraverso acquisti di armamenti, sia con alleati storici, come la Francia e gli Stati Uniti, sia con i principali rivali di Ankara, come Israele, Egitto e Arabia Saudita.

In particolare, per quanto riguarda i rapporti con la Francia, questi si sono intensificati da quando, lo scorso 29 gennaio, il premier di Atene, Kyriakos Mitsotakis, si era recato a Parigi per incontrare il presidente francese, Emmanuel Macron. In tale occasione, il capo dell’Eliseo aveva confermato la presenza di navi da guerra turche nelle acque della Libia e aveva accusato il suo omologo di Ankara, Recep Tayyip Erdogan, di aver violato gli impegni presi a Berlino.

Precedentemente, il 7 gennaio, Mitsotakis si era recato a Washington, dove aveva incontrato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. In tale occasione, i due leader avevano rinnovato e rafforzato la cooperazione bilaterale tra Grecia e Stati Uniti, sia dal punto di vista militare, sia commerciale. In particolare, il premier di Atene aveva rivelato di essere interessato ad unirsi al programma di addestramento con gli F-35 e aveva chiesto l’aiuto di Washington nel clima di tensioni con Ankara.

In aggiunta, nell’ottobre 2019, il segretario di Stato statunitense, Mike Pompeo, si era recato ad Atene per siglare un accordo bilaterale di mutua difesa tra i due Paesi. Tale accordo, rivela The Associated Press, fornisce le basi per l’incremento delle attività della Grecia con gli Stati Uniti e con la NATO nelle basi militari greche di Larissa, Stefanovikio e Alexandropoli, nell’area centrale e settentrionale del Paese. Anche l’ammodernamento infrastrutturale della base militare navale degli Stati Uniti sull’isola di Creta, la Souda Bay, rientra nell’accordo siglato nell’ottobre 2019 e ratificato nel mese di gennaio.

Ciò, ha commentato l’ambasciatore statunitense, Geoffrey Pyatt, segnala che le relazioni tra Grecia e Stati Uniti siano “più forti che mai” e che la collaborazione in materia di difesa sia una componente essenziale di tale legame.

Già in vista dell’incontro tra Trump e Mitsotakis, lo scoraso 7 gennaio, Pyatt aveva dichiarato che il vertice giungeva a sigla di un processo avviato con la trasformazione in legge della Legge sul Mediterraneo Orientale, avvenuta per mano di Trump lo scorso 20 dicembre. Tale misura confermava la presenza di interessi strategici e securitari degli Stati Uniti nella regione del Mediterraneo orientale, teatro di tensioni tra Atene e Ankara, entrambi membri della NATO.

Reuters rivela che le relazioni tra Grecia e Turchia risultano compromesse per via di molteplici fattori. Principalmente, ad aver incrinato i rapporti tra Ankara e Atene concorrono le dispute in materia di diritti minerari nel Mar Egeo, all’interno delle quali si inserisce la controversia sulle trivellazioni condotte dalla Turchia a largo delle coste di Cipro, ricche di gas naturale.

Per quanto riguarda i diritti minerari nel Mar Egeo, in aggiunta, le relazioni tra i due Paesi si sono inasprite ulteriormente dopo che, lo scorso 27 novembre, Ankara aveva siglato con Tripoli un accordo sulla definizione dei confini marittimi tra Libia e Turchia. Il memorandum, sottolinea Reuters, definisce i confini marittimi anche nei pressi dell’isola greca di Creta. Tale isola, a detta di Ankara, non dispone di piattaforma continentale, ma solo di acque territoriali, motivo per cui è stato possibile definire i confini delle acque intorno a Creta. La Grecia, invece, da parte sua, considera l’accordo siglato tra Libia e Turchia una “palese violazione del diritto internazionale”.

In tale clima, e date le tensioni tra Atene e Ankara, alcuni esperti avevano evidenziato che i due Paesi siano stati vicini allo scoppio di uno scontro armato.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Jasmine Ceremigna

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.