Coronavirus: Russia vieta ingresso a cittadini cinesi

Pubblicato il 19 febbraio 2020 alle 10:58 in Cina Russia

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Il colpo al settore del turismo e dell’istruzione in Russia può essere enorme, ma il governo russo ha deciso martedì 18 febbraio di sospendere a tempo indeterminato l’ingresso dei cittadini cinesi nel paese a causa dell’epidemia di coronavirus. La decisione riguarda viaggi di lavoro, studi, turismo e commercio. Cioè, fondamentalmente tutti i viaggi che non abbiano un carattere speciale o diplomatico. La Russia aveva già chiuso i confini terrestri con la Cina nel tentativo di contenere l’epidemia di Covid-19, che ha causato, fino a oggi, la morte di 1.770 persone nel paese vicino e ha contagiato oltre 73.000 in tutto il mondo. Il veto entrerà in vigore giovedì prossimo, 20 febbraio, e non riguarderà i viaggiatori in transito. Altri paesi hanno imposto restrizioni di viaggio e biglietti, ma il bando decretato dalla Russia è, per ora, la misura più severa.

L’esecutivo russo ha sostenuto la decisione “a causa del deterioramento della situazione epidemiologica in Cina e del continuo arrivo di cittadini” da quel paese in Russia, come spiegato dal vice primo ministro Tat’jana Golikova, incaricata del dispositivo speciale per studiare e frenare il coronavirus. Non ha specificato per quanto tempo durerà la sospensione, firmata dal Primo Ministro Michail Mišustin, si è limitata a dire che è “temporanea”.

Nel 2019, 2,3 milioni di cittadini cinesi sono entrati in Russia, secondo i dati del servizio doganale federale russo. Di questi, 1,5 milioni sono arrivati per turismo. Da quando l’Occidente ha imposto alla Russia sanzioni per l’annessione della penisola di Crimea, nel 2014 Mosca ha consolidato una svolta verso l’Asia, puntando forte sugli affari con il gigante asiatico, divenuto principale partner commerciale di Mosca, anche in ambito militare. Il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo cinese, Xi Jinping, intrattengono ottimi rapporti, politici e personali. Tutto ciò non ha impedito alla Russia, che ha offerto a Pechino i suoi esperti e i suoi mezzi scientifici per combattere il virus, di prendere una decisione drastica che può anche influenzare la sua economia, già toccata dalle sanzioni e dal calo del prezzo degli idrocarburi.

Non vi è al momento alcun caso attualmente riportato di Covid-19 in territorio russo. Due persone di nazionalità cinese, che sono state ricoverate nelle regioni di Tjumen e Transbajkalia settimane fa, erano già state dimesse. Tuttavia, una ventina di persone rimangono in quarantena negli ospedali russi, alcuni dei quali sono stati evacuati dalle autorità federali dalla regione di Hubei, l’epicentro dell’epidemia. Altre persone, arrivate con mezzi propri dalla Cina si sono recate in ospedale quando hanno iniziato ad avvertire sintomi influenzali, nessuno per il momento è risultato positivo al virus.

Pechino ha commentato la decisione di Mosca, cercando di sminuirne la portata: “La parte russa ha informato in anticipo la Cina attraverso i canali diplomatici. La Russia è convinta che la Cina vincerà la lotta contro l’epidemia e ha anche espresso un forte sostegno per la Cina. A causa della necessità di garantire gli interessi nazionali e combattere la diffusione della malattia, da parte russa sono state adottate misure restrittive che non prevedono un divieto di viaggio completo tra i due paesi, ma sono iniziative temporanee che verranno adeguate o addirittura annullate non appena la situazione migliorerà” – ha dichiarato il portavoce del ministero degli esteri cinese Hen Shuang.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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