Coronavirus: il Brasile forma i militari per controllare la frontiera con il Venezuela

Pubblicato il 19 febbraio 2020 alle 6:30 in Brasile Venezuela

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Il governo brasiliano sta formando il personale militare che opera nello stato di Roraima, nel nord del paese, al confine con il Venezuela, nell’operazione per accogliere immigrati e rifugiati provenienti da oltre frontiera per essere in grado di rilevare possibili casi di coronavirus (COVID-19)

In una dichiarazione rilasciata lunedì 17 febbraio, il Ministero della Difesa ha riferito che nel quadro della Operação Acolhida (Operazione Accoglienza) l’esercito brasiliano “ha condotto, nella seconda settimana di febbraio, una formazione professionale del personale distaccato, per individuare e affrontare possibili casi della malattia”.

I tecnici della Agencia Nacional de Vigilancia Sanitaria (Anvisa, Agenzia nazionale di controllo sanitario) si sono trasferiti nella capitale dello stato, Boa Vista, e a Pacaraima, la prima città di confine, dove ci sono diversi centri di accoglienza e campi profughi che ospitano migliaia di venezuelani.

I professionisti della Anvisa hanno formato il personale sanitario che supporta e integra l’operazione militare al confine con il Venezuela. I medici, a loro volta, hanno formato i militari e i civili che lavorano nei centri di accoglienza e nei posti di assistenza per i nuovi arrivati. L’obiettivo è quello di “identificare e derivare, nel modo appropriato, i pazienti con sospetto contagio da coronavirus”.

Al momento, il Brasile ha tre casi sospetti di coronavirus e nessun caso confermato, secondo l’ultimo bilancio del Ministero della Salute.

Di fronte all’epidemia globale del nuovo coronavirus, il Ministro della Salute del Brasile, Luiz Henrique Mandetta, aveva annunciato giovedì 6 l’installazione di un centro di sorveglianza di emergenza al confine brasiliano con il Venezuela, indicando Pacaraima come probabile sede. Il governo di Jair Bolsonaro aveva previsto da tempo la creazione di un centro sanitario per il controllo dei migranti in arrivo dal vicino settentrionale, l’emergenza-coronavirus “ha facilitato le pratiche” con il governo locale, ha spiegato Mendetta.

Il governo brasiliano ha richiesto che la Pan American Health Organization (PAHO), collegata alle Nazioni Unite, costituisca un intermediario con il Venezuela in modo che il Brasile disponga di informazioni minime sulla salute nel paese vicino. Con gli altri territori di confine, ha affermato il ministro, il paese è in dialogo per la prevenzione congiunta dei casi di coronavirus.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo e portoghese

di Redazione

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