Bernie Sanders critica il rapporto tra Trump e Israele

Pubblicato il 19 febbraio 2020 alle 20:24 in Medio Oriente USA e Canada

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Il senatore democratico, Bernie Sanders, in corsa alle primarie democratiche, ha criticato il rapporto dell’amministrazione Trump con l’attuale governo “razzista” israeliano e con “il dittatore miliardario” dell’Arabia Saudita.

Durante un incontro in Nevada, il 18 febbraio, il leader democratico ha dichiarato: “Essere per il popolo israeliano ed essere per la pace in Medio Oriente non significa che dobbiamo sostenere i governi razzisti di destra che ci sono in questo momento in Israele”. Sanders ha anche citato la crisi umanitaria nella Striscia di Gaza, sottolineando che in tale area il tasso di disoccupazione giovanile è a circa il 70%. “Date un’occhiata a quello che sta succedendo a Gaza in questo momento. C’è una disoccupazione giovanile, il 70%, sapete che la gente non può nemmeno lasciare la striscia”, ha dichiarato il candidato democratico. Secondo Sanders, la politica estera statunitense in Medio Oriente dovrebbe mettere gli israeliani e i palestinesi, insieme, sotto “la bandiera della giustizia”. Sanders ha poi affermato: “Non può semplicemente succedere che siamo solo pro-Israele e ignoriamo i bisogni del popolo palestinese”.

Il senatore repubblicano ha poi fatto riferimento anche ai rapporti degli Stati Uniti con l’Arabia Saudita. “Per anni abbiamo amato l’Arabia Saudita, il nostro meraviglioso alleato. L’unico problema è che le persone che gestiscono quel Paese sono criminali omicidi “, ha affermato. Secondo Sanders, invece di trattare con un “dittatore miliardario”, riferendosi al principe ereditario dell’Arabia Saudita Mohammed bin Salman, Washington dovrebbe facilitare un dialogo tra l’Iran e il Regno, per porre fine alle loro guerre per procura in Medio Oriente. “Siamo in grado di mettere insieme sauditi e iraniani. Dobbiamo dirgli che siamo stufi marci, come nazione, di spendere trilioni di dollari in guerre senza fine e che dovranno unire i loro sforzi e noi abbiamo le risorse per aiutarli a realizzare tutto questo”, ha poi aggiunto Sanders. 

Il senatore democratico esprime posizioni estremamente forti per un possibile candidato alle presidenziali statunitensi. Tuttavia, la sua corsa per vincere le primarie democratiche procede in maniera positiva. Sanders ha vinto in New Hampshire, battendo Pete Buttigieg, che invece era arrivato primo, con un margine molto stretto, in Iowa. Nonostante la vittoria, il senatore democratico otterrà lo stesso numero di delegati di Buttigieg in New Hampshire, che ammontano a 9, per via del metodo di assegnazione dei delegati dello Stato. Anche in Iowa i due contendenti avevano ottenuto risultati estremamente vicini: il 26.1 % per Sanders e il 26.2 % per Buttigieg. Tuttavia, questi avevano guadagnato, rispettivamente, 12 e 13 delegati. Al momento, quindi, Buttigieg rimane in testa con 22 delegati, uno in più di Sanders, che ne conta 21. L’ex vicepresidente, Joe Biden, invece, sta ottenendo risultati molto scarsi, nonostante fosse considerato tra i favoriti, prima dell’inizio delle consultazioni democratiche. Biden ha ottenuto il 15.8% in Iowa e solo l’8.4% in New Hampshire. Il numero due di Obama ha quindi totalizzato solo 6 delegati nei 2 Stati. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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