Migranti nel Mediterraneo: tutte le ultime segnalazioni di Alarm Phone

Pubblicato il 18 febbraio 2020 alle 14:02 in Europa Immigrazione

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Il servizio telefonico di salvataggio nel Mediterraneo, Alarm Phone, ha segnalato la presenza in mare di un barcone in difficoltà, in fuga dalla Libia, con circa 97 persone a bordo. Sulla sua pagina Twitter, l’organizzazione ha reso noto che l’imbarcazione si troverebbe nella zona di ricerca e soccorso (SAR) di Malta. “Abbiamo informato le autorità maltesi ma non abbiamo ricevuto conferma di operazioni di soccorso. Abbiamo perso i contatti ore fa, speriamo che stiano bene”, si legge nel tweet pubblicato intorno alle 9 di martedì 18 febbraio. Un altro post, pubblicato qualche ora più tardi da Alarm Phone, ha reso noto che la Ocean Viking, la nave umanitaria delle ONG Sos Mediterranéè e Medici Senza Frontiere, ha recuperato 84 persone da un barcone in difficoltà al largo della Libia. “Hanno bisogno urgentemente di aiuto. Abbiamo informato tutte le autorità”, si legge su Twitter.

Il giorno prima, un’altra segnalazione aveva indicato l’avvistamento di un barcone in grave pericolo davanti alla Libia. A bordo, erano state contate circa 87 persone. Più tardi, un tweet di Alarm Phone aveva riferito che la barca era stata trovata e soccorsa dalla squadra della Guardia costiera libica. “Siamo sollevati che le persone a bordo non siano annegate, ma temiamo per la loro sicurezza. Devono essere portati in Europa, non verso la guerra”, aveva twittato il 17 febbraio la pagina del servizio.

Il 16 febbraio, un’altra imbarcazione era stata segnalata nel Mediterraneo, tra le acque di Lampedusa e quelle di Malta. Inizialmente, era stata rilevata la presenza a bordo di circa 40 persone. Tuttavia, più tardi, quando un barcone con circa 16 migranti era approdato a Lampedusa, Alarm Phone aveva riconosciuto che si trattava della stesso segnalato dall’organizzazione qualche ora prima. “Confermiamo che l’imbarcazione con 16 persone che ha raggiunto Lampedusa autonomamente è la stessa con cui era in contatto Alarm Phone (quella con 40 persone). A causa di disturbi nel collegamento telefonico, ieri abbiamo frainteso il numero di persone a bordo. Benvenuti in Italia!”, aveva scritto su Twitter il 17 febbraio.

Nel frattempo, un gruppo di migranti recuperati dalla nave di salvataggio della ONG spagnola Aita Mari, aveva raggiunto il 14 febbraio le coste dell’Italia, approdando al porto siciliano di Messina. L’imbarcazione aveva salvato più di 158 migranti in una serie di operazioni precedenti. Secondo l’Associazione umanitaria di recupero marittimo (SMH), che opera nella SAR della Spagna, tra le persone salvate ci sono diverse donne e bambini.

L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM) ha riferito che 7.168 migranti e rifugiati sono entrati in Europa via mare nelle prime 5 settimane del 2020, segnando un aumento del 3% rispetto ai 6.932 arrivi dello stesso periodo dell’anno passato. Quasi la metà di tutti gli sbarchi è avvenuta in Grecia, maggior Paese di destinazione nel 2019.

I decessi registrati sulle tre principali rotte del Mar Mediterraneo, fino al 2 febbraio, ammontano a 77. Circa 63 di questi sono avvenuti nelle acque al largo della Grecia e Turchia. Nel 2019, nello stesso periodo, erano morti in totale 216 migranti o rifugiati nel tentativo di attraversare il Mediterraneo. Solo due di quelle morti erano state registrate nel Mediterraneo orientale.

Nel primo mese del 2020, 175 persone hanno perso la vita durante le varie migrazioni avvenute nel mondo. La regione più mortale continua ad essere il bacino del Mar Mediterraneo, dove la maggior parte dei migranti è annegata al largo della Grecia. Si sa molto poco sulle identità di coloro che sono morti, ma i dati disponibili indicano che la maggioranza di loro proveniva da Siria, Afghanistan e Iraq.

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Chiara Gentili

di Redazione

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