Messico, boom di femminicidi: critiche al governo

Pubblicato il 18 febbraio 2020 alle 9:16 in America Latina Messico

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Il brutale omicidio di una bambina di sette anni in un quartiere sud di Città del Messico ha costretto il governo messicano ad adottare misure urgenti sulla violenza di genere nel paese. Dopo sei giorni dalla sua scomparsa, lo scorso fine settimana il corpo di Fatima Cecilia Aldriguett Anton è stato trovato, con segni di tortura, in sacchi della spazzatura. Il ‘caso Fatima’ ha provocato un’ondata di indignazione in un paese che supera ogni giorno nuovi record di violenza. In Messico 10 donne vengono uccise ogni giorno e, in totale, ci sono più di 90 omicidi ogni 24 ore. Il presidente López Obrador lunedì 17 febbraio ha addossato la responsabilità di ciò che è accaduto alla morale individualista e al pensiero conservatore. Una risposta che ha irritato ancora di più l’opinione pubblica del paese.

Il caso di Fatima non è l’unico in questi anni in cui si sono moltiplicati i femminicidi: nel 2018 sono state uccise 3.752 donne, secondo gli ultimi dati ufficiali, e 1.463 minori, secondo i dati della Rete per i diritti della Bambini (REDIM). “Fatima non è stata uccisa dal neoliberismo” –  rispondono a López Obrador molti utenti di Twitter.

La scorsa settimana, un altro femminicidio aveva scosso il paese. Ingrid Escamilla, 25 anni era stata assassinata dal suo partner. Un video, lasciato trapelare dalle autorità, riprendeva la furia con cui l’uomo aveva colpito Ingrid fino a massacrarla. Le foto del corpo della giovane donna sono apparse sulle pagine dei media locali e centinaia di donne hanno manifestato per la dignità di un’altra vittima della violenza sessista, in una protesta definita storica.

Anche le manifestazioni contro la violenza di genere si sono moltiplicate. Le risposte del presidente del Messico, che ha cercato di mettere in relazione la crisi di violenza che affligge il paese con una campagna per screditare il suo governo, hanno causato indignazione. Questo lunedì 17 febbraio, nella sua conferenza stampa mattutina, López Obrador ha affrontato il movimento femminista: “C’è un pensiero conservatore. Femminismo sì, trasformazione no. O il femminismo è meglio della trasformazione. No, fa parte della stessa cosa. È vedere l’albero e non vedere la foresta. Stiamo vivendo un momento fondamentale nella vita pubblica del nostro paese, si sta verificando un momento fondamentale. Quando mai la corruzione è stata affrontata in questo modo?”. Dichiarazioni che hanno spinto numerose organizzazioni, che avevano sostenuto López Obrador alle elezioni del 2017, a condannare la posizione del presidente, che “si rifiuta di considerare il problema per quel che è”.

Il capo del governo locale di Città del Messico, Claudia Sheinbaum, ha commentato lunedì tramite il suo account Twitter che “è scandaloso, aberrante, doloroso per qualcuno ferire una ragazza; questo crimine non rimarrà impunito”. In Messico, tuttavia, almeno otto crimini su 10 non ricevono una condanna.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

 

di Redazione

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