La situazione in Iraq e l’ISIS al centro del vertice tra Italia e Kurdistan

Pubblicato il 18 febbraio 2020 alle 17:52 in Iraq Italia

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Il primo ministro della regione autonoma del Kurdistan iracheno, Masrour Barzani, si è recato a Roma, martedì 18 febbraio, per incontrare il suo omologo italiano, Giuseppe Conte.

È quanto rivelato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri dell’Italia, la quale ha altresì reso noto che al centro del vertice con Barzani vi è stato uno scambio di vedute sulle questioni regionali, principalmente riguardanti l’Iraq e le tensioni nell’area, e un momento di confronto in materia di cooperazione bilaterale.

Più nel dettaglio, il sito di informazione del Kurdistan, Kurdistan24, rivela che in occasione del vertice, Barzani ha ringraziato Conte per il supporto ricevuto dall’Italia nella lotta allo Stato Islamico, come l’azione di addestramento dei Peshmerga e della polizia locale da parte dei carabinieri italiani. Tuttavia, in occasione del vertice con Conte, Barzani ha sottolineato come la minaccia dell’ISIS sia tuttora presente, ribadendo dunque la necessità di mantenere alta la pressione.

Sempre a livello bilaterale, i due omologhi hanno discusso del programma di riforma del Kurdistan, finalizzato ad attrarre investitori esteri, tra cui gli italiani, e spronarli a lavorare nel settore imprenditoriale della regione autonoma.

Stando a quanto annunciato, la visita di Barzani proseguirà anche mercoledì 19 febbraio, quando il primo ministro della regione autonoma del Kurdistan iracheno incontrerà i ministri italiani degli Affari Esteri, Luigi Di Maio, e della Difesa, Lorenzo Guerini.

La sicurezza della regione mediorientale era già stata al centro del vertice tra Di Maio e il presidente dell’Iraq, Barham Salih, che si era tenuto lo scorso 24 gennaio. In tale occasione, i due avevano avuto l’occasione di discutere dei principali dossier bilaterali e regionali. Tra questi, la situazione di sicurezza in Iraq, la quale, ha sottolineato Di Maio, rimane prioritaria per l’Italia, la quale intende continuare a lavorare con il governo iracheno per ottenere stabilità, sviluppo e benessere nel Paese.

In merito alle relazioni dell’Italia con l’Iraq e l’Iran, Di Maio, in occasione dell’informativa presso il Senato del 15 gennaio, aveva rivelato che l’operato del governo italiano si è mosso in coerenza con quattro linee guida, tuttora seguite dall’esecutivo di Roma. La prima prevede il contenimento delle tensioni e la promozione del dialogo. In linea con ciò, l’Italia ha avuto, e continua ad avere, contatti con i partner europei e con i vertici iracheni, iraniani ed emiratini. La seconda linea riguarda la tutela dei militari italiani in Iraq. In linea con ciò, l’Italia ha riposizionato alcune delle sue unità. La terza priorità consiste nel garantire il contrasto allo Stato Islamico nel quadro della Coalizione Globale per la lotta all’ISIS, guidata dagli Stati Uniti. A tale riguardo, Di Maio aveva annunciato la ridiscussione, a livello internazionale, del futuro della Coalizione. La quarta linea motrice riguarda invece la conferma del sostegno dell’Italia all’implementazione dell’accordo sul nucleare.

Focalizzandosi sulla situazione in Iraq, attualmente  le attività di addestramento delle forze locali portate avanti dalla NATO e dalla Coalizione Globale sono sospese, in seguito all’escalation di tensioni in Medio Oriente, ma il segretario generale dell’Alleanza Atlantica, Jens Stoltenberg, ha annunciato di essere fiducioso che queste possano riprendere il prima possibile. A tale riguardo, lo scorso 13 febbraio, i ministri della Difesa della NATO hanno deciso di incrementare le azioni dell’Alleanza volte ad addestrare il personale militare in Iraq, prendendosi carico di alcune delle attività di addestramento attualmente svolte dalla Coalizione Globale per la lotta all’ISIS guidata dagli Stati Uniti. Tuttavia, Stoltenberg ha evidenziato che tale decisione non comporterà l’arrivo di ulteriori truppe occidentali in Iraq e sarà portata avanti con il consenso di Baghdad.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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